Pranzo sociale di Pane e Vita: una cooperativa per i senzatetto

Sarà incentivata la raccolta alimentare e richiesti contributi pubblici e privati per i nuovi progetti dell'associazione. Due case offerte da volontari ospiteranno alcuni senza fissa dimora per aprire una cooperativa sociale agricola

Pranzo solidale Pane e Vita, 29 settembre 2013

Neanche la pioggia è riuscita a fermare i volontari di Pane e Vita che ieri hanno organizzato un pranzo solidale di raccolta fondi per le attività in sostegno dei senza fissa dimora di Parma. Giunto ormai al suo terzo appuntamento, non è solo un'occasione di ritrovo e di sensibilizzazione sull'importanza del lavoro svolto da sette anni dai volontari, ma un momento di riflessione, seppur alleggerita da intrattenimento, sull'importanza di una presenza costante non solo a livello materiale ma morale. Lo dimostrano i volti di alcuni di loro, come Claudio, di cui avevamo raccontato la storia nel gennaio scorso.

Un passato da imprenditore nel milanese, trasferitosi poi a Parma che, alle soglie dei 60 anni dopo anni difficili e la perdita del lavoro e della casa, si è ritrovato a vivere per strada e a chiedere aiuto a Pane e Vita dormendo per mesi nel camper dell'associazione. Ora Claudio il martedì e il giovedì davanti alla stazione indossa la pettorina dell'associazione ed è lui ad aiutare chi sta "dall'altra parte". Se i progetti futuri andranno in porto, come quello della fondazione di una cooperativa sociale, Claudio sarà uno degli esempi concreti di rinascita, un messaggio chiaro sia sul frutto di un mutuo aiuto che sull'importanza di continuare a lottare nonostante le difficoltà.

Tra amici, conoscenti e sostenitori dell'associazione, presente anche il professore Alessandro Bosi, Dipartimento di Sociologia dell'Università di Parma che da tempo partecipa agli incontri organizzati dall'associazione e si interessa in particolar modo dell'analisi di una situazione delicata e in continua evoluzione come la povertà e i nuovi poveri di Parma. "Oltre all'impegno che i volontari mettono in ciò che fanno da anni – sottolinea Bosi – è fondamentale una forte passione per tradurre in realtà progetti e idee raccogliendo storie di vita cercando, però, di cogliere anche il versante culturale e spirituale nell'attività che normalmente viene realizzata.

LA COOPERATIVA AGRICOLA. Tanti i progetti nel paniere per l'associazione parmigiana, tra i primi la raccolta alimentare nei supermercati, ditte e aziende del territorio, anche per far fronte all'impegno più grande, la nascita di una cooperativa sociale. Oltre all'impegno che i volontari offrono due volte alla settimana da sette anni, autofinanziandosi per fornire generi alimentari e vestiario ai senza fissa dimora sia alla stazione che in altri luoghi della città spostandosi con il camper, due di loro hanno messo a disposizione due case per accogliere chi vive per strada. "Abbiamo due case offerte da due volontari dell'associazione, una a Medesano e una a Collecchio dove andremo ad accogliere quattro persone bisognose. Le abitazioni hanno un'area cortilizia e questo è utile perchè la nostra intenzione è quella di aprire una cooperativa sociale agricola iniziando con piccola orticultura e coltivazione diretta per poter vendere direttamente i prodotti aprendo poi in futuro anche attività per mantenere questi progetti". Un progetto ambizioso, come sottolineato da Luigi Martusciello, in cui è fondamentale l'impegno e la determinazione per raggiungere obiettivi che inizialmente possono sembrare fuori dalla propria portata.

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Riuscire a coprire le spese per il mantenimento di due abitazioni non sarà semplice, per questo sarà incrementata la raccolta di generi alimentari a rotazione in tutti i supermercati di Parma due o tre volte alla settimana. "La novità assoluta è che saranno proprio i senza fissa dimora ad occuparsi della raccolta alimentare, accompagnati da alcuni volontari dell'associazione. Il disagio è facilmente riconoscibile anche da chi non è per strada ma vive in difficoltà con famiglia e bambini. Vorremmo cercare di fare il più possibile pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà, anche con materiale didattico per i bambini. In futuro se le cose andranno come speriamo, vorremmo aprire un piccolo dormitorio di 10-12 posti e anche una piccola mensa per tutti quelli che escono dalle maglie dell'assistenza classica data oggi dalla Caritas e dalla mensa di padre Pio.

RACCOLTA FONDI. Sono progetti ambiziosi, ma è solo ora dopo sette anni di impegno, che cominceremo un'attività di raccolta fondi. Non l'abbiamo mai fatto sinora per principio, perchè volevamo essere consolidati e far conoscere ciò che realmente facciamo nel concreto per chi vive in difficoltà. Ora chiederemo fondi sia pubblici che privati perchè sono fondamentali per portare avanti tutte queste iniziative". Volontari, risorse economiche, contributo in vestiario e in generi alimentari, sostegno morale, tante le possibilità per aiutare i volontari a portare avanti il loro lavoro e permettere la nascita di realtà basate sul mutuo aiuto e sulla solidarietà. "Vorrei fare mio – sottolinea Luigi Martusciello – un messaggio quanto mai attuale nella realtà che stiamo vivendo oggi. Ci fu un personaggio che scrisse una lettera ai figli e la concluse dicendo: innanzitutto siate capaci di sentire nel profondo del vostro cuore come vostra qualunque ingiustizia fatta contro chiunque in qualunque parte del mondo. Non credo che ci sia un principio più grande di questo".

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