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Armati di pistola sequestrano due fratelli: un salsese tra i 4 arrestati

Portati in campagna e tenuti sotto la minaccia delle armi per una notte per un debito di 800 euro: sgmominata la banda, di cui faceva parte anche un 27enne di Salsomaggiore

Due fratelli sono stati portati via di casa nel cuore della notte e sequestrati per ore sotto la minaccia di una pistola in una cascina nelle campagne di Fiorenzuola per avere dei soldi. In manette con l'accusa di sequestro di persona, estorsione pluriaggravata e detenzione e porto abusivo di armi da fuoco quattro persone, tra le quali un 27enne residente a Salsomaggiore. Ad arrestare il 7 aprile Giuseppe Losacco detto "lo zio", il nipote A. L., F. C. e Giovanni Solferino, i carabinieri del Nucleo Operativo del Norm di Fiorenzuola, guidati dal maresciallo Enrico Savoli e quelli della stazione di Lugagnano, del maresciallo Mauro Giordani. Al termine delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini, e dopo l'emissione da parte del gip delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, i quattro sono stati raggiunti nelle rispettive abitazioni e condotti alle Novate. Nel blitz i militari sono stati aiutati anche da un'unità del nucleo cinofili dell'Arma di Padova. 

La notte del 20 marzo alle 3.30 due degli arrestati, hanno prelevato dalla loro abitazione a Lugagnano un 34enne insieme al fratello. Li hanno caricati in auto dopo aver pesantemente minacciato anche la madre, e li hanno portati in un cascinale nelle campagne di Fiorenzuola al cospetto dal capo della banda, Giuseppe Losacco, 51enne di origine pugliese, pluripregiudicato, chiamato "lo zio". Uomo, fanno sapere dalla Procura, dall'alto profilo criminale. Anche il Solferino è pluripregiudicato e ha un curriculum criminale di spessore. «Hanno agito con una modalità che ricorda quella mafiosa», ha dichiarato il sostituto procuratore Matteo Centini. 

La colpa del 34enne, secondo i sequestratori, sarebbe stata quella di aver nascosto delle armi e di non averle mai restituite, colpa che sarebbe stata espiata con la consegna di somma di denaro pari a 800 euro. I due fratelli nel cascinale sono stati minacciati con una pistola, non trovata dai militari, con un manganello e con un coltello. Alle 8 della mattina del giorno successivo sono stati caricati in auto e accompagnati in banca dove hanno ritirato 300 euro con la promessa di consegnare ai malviventi altri 500 euro nei giorni a venire. Dopo il prelievo sono stati liberati e insieme, dopo la notte di terrore, sono andati immediatamente a denunciare tutto ai carabinieri di Lugagnano. Da quel momento sono iniziate le indagini che hanno portato all'individuazione dei quattro e al loro arresto. I quattro, dopo il 20 marzo, avrebbero, fanno sapere gli inquirenti, cercato di estorcere altro denaro ad un'altra persona. Abitavano a Cadeo, Salsomaggiore, e Fiorenzuola

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