Cercano droga e trovano un violino del '600 da 1 milione di euro: denunciato un 48enne

I poliziotti della Squadra Mobile hanno trovato il preziosissimo strumento musicale, rubato in Giappone del 2005

Immagine di repertorio

Aveva in casa un preziosissimo violino del '600 rubato in Giappone nel 2005, dal valore di 1 milione di euro, con un archetto dal valore di 100 mila euro. Un parmigiano 48enne, attualmente irreperibile sul territorio nazionale, è stato denunciato per ricettazione dopo che lo strumento musicale - un Nicolò Amati del 1675 - era stato trovato dai poliziotti della sezione Antidroga che si sono recati a casa sua per effettuare una perquisizione alla ricerca di droga. Il 48enne infatti era sospettato di aver portato avanti un'attività di spaccio, reato per il quale era già stato condannato in passato.

Quando gli agenti si sono recati a casa sua non hanno trovato la droga ma un violino, nascosto sotto al letto dentro ad una custodia. Di fianco al violino c'erano anche corde di ricambio con etichette in giapponese e il biglietto da visita di un commerciante di archi da violino di Cremona. Il 48enne ha cercato di giustificarsi dicendo che il violino era stato portato nella sua abitazione dalla cognata - una sudamericana residente a Bogotà - a cui sarebbe stato donato dalla nonna che, a sua volta, lo aveva comprato presso un banco di pegni i Colombia. 

I poliziotti della Squadra Mobile, dopo aver sequestrato il violino, hanno avviato le indagini nelle banche dati per verificare la denuncia di furto di un violino di quel tipo: su un sito internet dedicato all'arte liutaia gli agenti hanno trovato l'annuncio di un violino rubato nel 2005 in Giappone si trattava di un “Nicolò Amati del 1675”. Le indicazioni sullo strumento rubato e le descrizioni dello stesso presenti all’interno di questo articolo corrispondevano con quanto riportato su di una vecchia targhetta apposta all’interno della cassa del violino sequestrato “Nicolaus Amatus Cremonen Hieronymi Fil., ac Antonij Nepos Fecit, 1675”.

Il consulente tecnico Simeone Morassi, nominato dalla Procura, si è messo al lavoro per effettuare una perizia sullo strumento, per verificare che fosse proprio quello rubato in Giappone. Dalla denuncia formalizzata dalla vittima nel 2005, si apprendeva che, nell’occasione del furto, erano stati rubati anche un archetto da violino ed un archetto da violoncello: per questo motivo venivano avviate ulteriori ricerche per recuperare anche questi due pezzi che si poteva ipotizzare fossero entrati, anch’essi, nella disponibilità del 48enne.

All’esito delle successive indagini, gli investigatori della Squadra Mobile hanno trovato i due archetti presso il laboratorio di un artigiano cremonese  - quello il cui biglietto da visita era stato trovato insieme al violino - verificando che il 48enne parmigiano, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, li aveva portati per una stima economica. Tale circostanza, unita al fatto che si accertava che già dal novembre 2019 il 48enne stesse cercando un acquirente per il violino, smentiva definitivamente le sue dichiarazioni rispetto alla circostanza che lo strumento fosse stato portato in Italia dalla cognata solo nel mese di febbraio 2019.

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Nel frattempo il maestro Simeone Morassi, al termine della sua consulenza, riferiva che il violino sequestrato era senz’altro un’opera del liutaio Nicolò Amati databile tra il 1655 ed il 1680 e che si trattava certamente del violino rubato nel 2005 in Giappone. Confermava anche che il violino aveva un valore di 1 milione di euro mentre l’arco di violoncello era quello rubato assieme al violino ed aveva un valore di 100 mila euro. L’archetto da violino, meno prezioso, ha un valore di circa 4.000 euro, ma non è stato possibile indicarlo con certezza come quello rubato, per l’assenza di riproduzioni fotografiche. Il prezioso strumento è tuttora in sequestro in attesa della restituzione alla legittima proprietaria. 

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