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Servizi Educativi, oggi la delibera. Il Comitato: "Comune a 5 Stelle? Manca trasparenza e capacità di ascolto"

La protesta dei genitori per la tutela dei servizi Educativi e lo scontro con l'Amministrazione Pizzarotti vedrà l'apice probabilmente durante la seduta del 12 maggio del Consiglio Comunale, all'interno della quale verrà discussa la delibera per l'esternalizzazione...

La protesta dei genitori per la tutela dei servizi Educativi e lo scontro con l'Amministrazione Pizzarotti vedrà l'apice probabilmente durante la seduta del 12 maggio del Consiglio Comunale, all'interno della quale verrà discussa la delibera per l'esternalizzazione di alcune strutture per l'infanzia, fino ad oggi sotto la gestione diretta del Comune di Parma. I genitori del comitato AttivarSI per l'Infanzia -che avevano chiesto senza successo al sindaco di ritirare la delibera in attesa del Referendum- saranno presenti oggi in Consiglio e tracciano la loro 'storia' di questi anni di amministrazione a 5 Stelle. 

LA NOTA DEL COMITATO - "Vi raccontiamo cosa succede a Parma… prima che sia troppo tardi!  Prosciutto, Parmigiano, Battistero, Maria Luigia, Giuseppe Verdi. Questi sono i primi termini che giungono alla mente di un cittadino italiano a cui si parla di Parma. Magari agli appassionati di calcio, la parola Parma affollerà la mente di altri pensieri. Voi certamente ricordate quello che non tutti i cittadini italiani ricordano: che Parma fu una delle prime città tra quelle che videro l’avvento di un’Amministrazione Comunale targata Movimento 5 Stelle con l’elezione del Sindaco Federico Pizzarotti nel maggio 2012. Noi desideriamo raccontare un’altra storia, una storia che non esce dalle cronache locali ma che non possiamo permetterci che resti nei confini di Parma.

E’ una storia di amarezza, preoccupazione e malcontento. Una storia che riguarda tanti aspetti di gestione della cosa pubblica e che ci vede in particolare coinvolti, come genitori e cittadini, nella difesa del Settore Educativo. Se apriamo il programma elettorale con il quale Federico Pizzarotti si è presentato, vediamo disattese le promesse che vi sono state scritte!

A pagina 47 e 48 del programma si dice che l’esternalizzazione di servizi legati all’istruzione scolastica ha portato Parma in una situazione di squilibrio e di sbilanciamento verso il mero profitto andando a discapito della qualità, dell’efficienza e dell’etica che devono contraddistinguere l’istruzione. Afferma che la qualità della formazione e di conseguenza i modelli formativi, sono fondamentali dai primi anni di vita e che ‘non si può delegare ad una prevalente discriminante economica la formazione e la crescita delle nuove generazioni’.

Eppure la Giunta si sta muovendo in modo contrario e vuol procedere con una riforma che porterebbe ad una esternalizzazione di Scuole dell’Infanzia e ad una riduzione di oltre 200 posti tra Nido e Scuole dell’Infanzia. L’Amministrazione giustifica i tagli attribuendo la responsabilità al calo della domanda e ai tagli del Governo. Semplicistica valutazione: l’aumento delle rette seguito dall’abolizione del Quoziente Parma e la disoccupazione hanno sicuramente contribuito alla diminuzione della domanda. Parallelamente negli ultimi anni si è registrato un notevole aumento delle iscrizioni nelle strutture private. Se è pur vero che il Comune non ha nessuna competenza sulle politiche attive sul lavoro è suo compito promuovere, con azioni di supporto, l’occupazione. Una mamma che in tempi di crisi perde il lavoro sicuramente non manderà il proprio figlio al nido o alla materna e sarà completamente esclusa dal mercato del lavoro generando una spirale di decrescita. Solo favorendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei nuovi genitori si potrà creare nuova spinta per l’economia.

Non ci dilunghiamo poi sul valore che i Servizi Educativi hanno per il bambino: diamo per scontato che la sensibilità su questi temi sia condivisa e che non sia necessario insistere sulle motivazioni che ci spingono a salvaguardare i Sevizi Educativi. Sfogliamo il programma elettorale di Pizzarotti, soffermiamoci a pagina 5 dove il futuro Sindaco indicò il referendum consultivo senza quorum come strumento vincolante per il Consiglio Comunale. Abbiamo costituito un comitato ‘AttivarSI per l’infanzia’, comitato Promotore di Referendum consultivo nel Comune di Parma, per chiedere alla cittadinanza se vuole mantenere a gestione diretta le Scuole d’Infanzia che sono oggi così gestite ma il Sindaco, se martedì 12 maggio voterà il bando di Privatizzazione di tali Scuole, di fatto boicotterà di fatto il referendum e negherà la possibilità alla cittadinanza di esprimersi in merito! Restiamo a pagina 5 del programma elettorale dove si manifesta l’intenzione di aprire un ufficio della Trasparenza dove è possibile avere accesso facilitato ai documenti. Così trasparente che non l’abbiamo trovato nelle sale del Comune!

Abbiamo chiesto per settimane di poter conoscere le considerazioni economiche che avrebbero spinto l’Amministrazione a privatizzare le scuole ma questi conti sono stati presentati con valori spesso confusi e contrastanti. Per nulla trasparenti sono le intenzioni del Comune nei confronti delle due società partecipate (Parmainfanzia e ParmaZeroSei) aventi lo stesso socio privato e dedite allo svolgimento delle stesse attività. Con la delibera di domani 12 maggio si inaugurerà la Terza Era di Parmainfanzia, che questa volta però si vedrà affidate nuove strutture comunali a compensazione dei posti tagliati. Delibera d’urgenza che ha lasciato poco spazio alla discussione consiliare e ancor meno alla possibilità dei cittadini di esprimersi democraticamente attraverso il referendum in quanto il servizio è scaduto il 31/12/2014.

Tanti di noi pensavano che con l’elezione di un’Amministrazione 5 Stelle ci sarebbe stata una rottura rispetto al passato scardinando il sistema malato di scambi di favori con i poteri forti della città che da sempre hanno intrecciato i loro affari privati con quelli della comunità ma purtroppo con i fatti potrebbe rivelarsi il contrario. Dispiace constatare che proprio agli Amministratori 5 Stelle è mancata la capacità di ascoltare non solo i cittadini ma gli stessi dipendenti del Comune che non possono esprimere alcun giudizio sull’operato dell’Amministrazione a seguito dell’emanazione del Nuovo Codice di Comportamento. Prosciutto era l’incipit di queste nostre righe e con il prosciutto chiudiamo questo intervento: quello delle fette spesse con cui il sindaco si copre gli occhi per non vedere quello che la nostra città realmente chiede!"

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