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Comitati, sindacati e consiglieri firmano insieme per il Welfare e contro la giunta M5s

Sotto i portici del Grano in piazza Garibaldi i sindacati, insieme ai Comitati e ai consiglieri comunali di opposizione che hanno deciso di aderire -tra cui anche Ghiretti e Pellacini- c'è stata la firma di un documento, una pubblica dichiarazione di intenti in 7 punti 'Per un modello Parma fondato sulla coesione sociale'

Martedì 26 maggio è il giorno del primo sciopero dei lavoratori dei servizi educativi del Comune di Parma indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil per protestare contro il piano di riorganizzazione portato avanti dalla Giunta a 5 Stelle di Federico Pizzarotti. Sotto i portici del Grano in piazza Garibaldi i sindacati, insieme ai Comitati e ai consiglieri comunali di opposizione che hanno deciso di aderire c'è stata la firma di un documento, una pubblica dichiarazione di intenti in 7 punti 'Per un modello Parma fondato sulla coesione sociale', una sorta di lista di rivendicazioni sul Welfare che i firmatari si impegnano a portare avanti. Oltre a Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il documento anche i rappresentanti dell'ANMIC, Comitato "Genitori infuriati", Comitato "Per fare un bambino ci vuole un asilo", Comitato "Per la tutela dello stato sociale", Assemblea degli educatori, Fondazione "Mario Tommasini" e i consiglieri comunali Giuseppe Bizzi, Nicola Dall'Olio, ? Roberto Ghiretti, Maria Teresa Guarnieri, Massimo Iotti, Ettore Manno, Giuseppe Pellacini, Pierpaolo Scarpino, Maurizio Vescovi, Alessandro Volta. 

"Noi siamo arrivati a questa giornata di sciopero -ha dichiarato la rappresentante della Fp Cgil- con questa bella risposta dopo aver messo in piedi la mobilitazione del personale comunale perchè volevamo affermare alcuni principi e fare alcune richieste. Questa riorganizzazione -con il cambio di gestione per esempio di Bolle di Sapone e della Tartaruga che verranno gestiti in maniera indiretta - taglia posti bambino, posti di lavoro. Abbiamo stimato che ci sono 18-20 lavoratrici precarie del Comune che non troveranno una collocazione il prossimo anno. La riorganizzazione non dà risposte alla città e squilibra il rapporto pubblico-privato che in un sistema integrato dove il forte presidio del pubblico è importante a a garanzia di tutti. Se l'educazione dei bambini dai 0 ai 6 anni è un diritto costituzionale pensiamo che questa debba essere garantito dall'istituzione pubblica,  anche in termini di gestione dei servizi. Non facciamo una contrapposizione tra i lavoratori del pubblico e del privato. Noi chiediamo, unitariamente a Cisl e Uil, di attivare un Tavolo politico per ragionare sul futuro e le prospettive dei servizi educativi del Comune. Pensiamo che ci siano tutte le condizioni per investire sul pubblico, trovando risorse per una nuova struttura di nido a Fognano dove siamo abbastanza sicuri che la domanda c'è

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