Teatro Europa, "Un mondo puro": riflessioni sull'immigrazione in scena

Pubblico entusiasta per lo spettacolo inserito all'interno della "Settimana del Migrante", per parlare di sradicamento culturale con parole, musica e danze dal sud Italia, dalla Grecia sino all'India

Spettacolo "Un mondo puro" al Teatro Europa

"Un mondo puro rappresenta l'auspicio di un mondo alternativo dove, con percorsi diversi, si guarda a un dialogo futuro comune e dove identità diverse ne creano una nuova". Queste le parole del presidente de Il Borgo Eugenio Caggiati, nel presentare uno spettacolo, inserito nell'ambito della Settimana del Migrante, che ha coinvolto e entusiasmato la sala gremita del Teatro Europa grazie a Sejuti Comunità Indiana, Comunità Ellenica di Parma, Silentia Lunae e Il Borgo.

Un progetto che parte dalla volontà  di riflettere sulla condizione del migrante, attraverso testi scritti e interpretati da Maria Caruso, Silentia Lunae, per parlare di sentimenti di sradicamento culturale, con le parole di una donna del sud che va a vivere al nord e si sente straniera, tra luoghi comuni alla fermata dell'autobus, o interrogativi su sentimenti di sradicamento di un'italiana trasferitasi in America. Collante filosofico l'India, dove la migrazione è "un tema cosmico, in cui l'umanità parte dall'essere un singolo elemento unitario, si divide nel molteplice delle diverse culture, si estranea da se stessa, vive la condizione di solitudine, ritrova il proprio valore in una nuova identità e poi rinasce in un risveglio cosmico in cui può riconoscere la propria unità nuovamente".

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Uno spettacolo coinvolgente per il pubblico, che sembrava avvertire un filo comune tra i sentimenti di straniamento raccontati da Caruso, il canto della tarantella del Gargano e le danze elleniche. Uno spettacolo che inizia e finisce con un simbolo, quello di danzare insieme per poi disporsi immobili uno dietro l'altro, dopo aver espresso, con movenze o voce ognuno a modo proprio, ma insieme, la propria identità. Una raccolta firme per abbassare dai 18 ai 6 anni l'età per la scelta della cittadinanza, la proposta provocatoria avanzata dal presidente de Il Borgo: "Perchè non renderla una decisione del singolo individuo già da quando inizia ad andare a scuola? Iniziamo già da oggi a pensarci, usando lo strumento di questo spettacolo come simbolo per parlare di migrazione e culture". 

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