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Emergenza casa - Sfratti: cinque famiglie evitano la strada grazie alla Rete

Gli attivisti della Rete Diritti in Casa mobilitati per tutta la giornata per cinque sfratti al terzo, quarto e sesto ingresso dell'ufficiale giudiziario. La mediazione ha permesso il rinvio di tutte le esecuzioni

sfrattoviatrentoOggi è stata per Parma una lunga giornata di mobilitazione contro gli sfratti, che ha permesso di conoscere solo alcune delle situazioni di estremo disagio presenti nella nostra città, una piccola parte di un elenco di casi che solo ogni tanto 'conquistano' le cronache dei giornali. Cinque sfratti in contemporanea al quartiere San Leonardo ed al quartiere Montanara: due ufficiali giudiziari che si sono trovati nel difficile compito di eseguire l'ingiunzione del tribunale al terzo, quarto e sesto ingresso in casa. Alla fine tutti gli sfratti sono stati rinviati -l'ultimo nel pomeriggio dopo una lunga trattativa con il Comune e le forze dell'ordine-grazie all'intervento degli attivisti della Rete Diritti in Casa. Nel quartiere San Leonardo l'ufficiale giudiziario arriva prima in via Palermo 44: al quarto ingresso, dopo il rinvio del mese scorso, le trattative tra il proprietario e l'inquilino, che si è impegnato a versare una quota di affitti arretrati, hanno permesso il rinvio di un ulteriore mese. Nel frattempo giunge la notizia che anche lo sfratto in via Campioni, 3 nei confronti della famiglia di Osa -che ha tredici punti nel bando per l'assegnazione della casa popolare ed è ricoverato in ospedale- è stato rinviato al 21 giugno, stessa data del rinvio dello sfratto della famiglia in via Torrente Bardea. Lo sfratto di via Imperia invece si è risolto positivamente con l'assegnazione della casa popolare, che avverrà tra due settimane.

sfrattoviatrento_4Già dalla mattina invece in via Trento, 13  lo sfratto di Bousmina Ezzedine Ben Sadok, il caso più significativo per il quale gli attivisti della rete si sono mobilitati con striscione, megafono e una presenza massiccia, sembra andare per le lunghe. Ezzedine, sua moglie ed i suoi due figli di un anno e mezzo e di quattro e mezzo si troverebbero per strada, senza alternative, nonostante siano al 24esimo posto del bando per gli alloggi popolari dell'ottobre 2010 con 17 punti. Per diverse ore, insieme agli attivisti della rete, cerca di contattare, senza risultato, i servizi sociali di via Verona per chiedere una soluzione temporanea in attesa dell'assegnazione. Ezzedine, dopo un lungo ricovero per aver contratto la Tbc, ha perso il lavoro da carpentiere per una ditta di Parma e non ha più potuto pagare l'affitto di 550 euro.

La soluzione proposta dai servizi sociali è stata prima il consiglio al padre di inviare moglie e figli in Tunisia e poi, dopo la mediazione dell'ufficiale giudiziario, una struttura per la madre ed i figli con la divisione della famiglia. Al rifiuto di Ezzedine c'è stata una lunga trattativa, con l'arrivo anche del capo della Digos Roberto Cilona che ha portato al rinvio dello sfratto al 13 maggio, data ultima per l'abbandono dell'appartamento. Solo le mediazione delle forze dell'ordine, degli attivisti della rete e dell'ufficiale giudiziario ha permesso ad Ezzedine di rimanere in casa per altrei quindici giorni insieme alla sua famiglia. In tutto questo il Comune di Parma, con le assegnazioni ancora bloccate, non ha offerto un'alternativa alla famiglia. L'Assessore alla Casa del Comune di Parma Giuseppe Pellacini ieri in una nota ha sottolineato che l'assegnazione avverrà nel mese di maggio. Nella stessa nota  Pellacini  ha ricordato che a tutti quelli che hanno 14 punti del bando di emergenza è stato assegnato un alloggio. Cela e la sua famiglia, presenti oggi al presidio, però, dopo un anno e mezzo dalla domanda per l'emergenza con l'assegnazione di 14 punti, sono ancora in strada.

Verso le dieci è stato aperto uno striscione su via Trento con scritto "Senza casa non ci sto. Occupare è necessario" e distribuiti volantini, spiegando al megafono le ragioni della protesta. Alle 16, dopo la decisione di alcune ore prima della famiglia di Ezzedine e degli attivisti della rete di rimanere in casa, è stato annunciato il rinvio.  "Chiediamo alla nostra amministrazione perchè dice bugie -dichiara Luigi della Rete Diritti in Casa- perchè esce con comunicati fasulli, perchè non fa una politica seria sulla casa: la domanda di casa è una domanda che parla di precarietà, di disoccupazione. C'è la necessità di case a prezzi accessibili, nella nostra città c'è solo speculazione. Partiamo dalla difesa di questo sfratto per creare politiche alternative sulla questione della casa. Attualmente 45 persone hanno trovato casa in via Bengasi in un posto abbandonato per fini speculativi: insieme si può vincere, si può trovare una alternativa alla precarietà e all'esclusione".

FOTOGALLERY - TUTTE LE IMMAGINI DELLA PROTESTA


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