Sfratti e povertà, Rossi risponde alle accuse: "Emergenza, ma la situazione è sotto controllo"

L'assessore al Welfare Laura Rossi a ParmaToday sulle accuse della Rete Diritti in Casa: "Pur non condividendo le modalità che spesso la Rete dei Diritti utilizza, su alcune questioni di merito comprendo la loro posizione"

L'assessore al Welfare Laura Rossi

La situazione è emergenziale. Così l’assessore al Welfare Laura Rossi definisce la realtà di Parma tracciando una sorta di bilancio dei primi 10 mesi dal suo insediamento, analizzando quanto realizzato sinora e i maggiori ostacoli ancora da superare. Una realtà caratterizzata da fattori come un generale impoverimento, un aumento di richieste legate al lavoro e agli alloggi, oltre a nuovi bisogni per i quali, secondo quanto sottolineato dall’assessore Rossi, sono necessari maggiori sforzi rispetto agli anni precedenti anche attraverso nuove modalità. Le criticità economiche del Comune un ostacolo che rallenta inevitabilmente il raggiungimento degli obiettivi, anche a causa della riduzione dei trasferimenti e di quelle che, secondo quanto evidenziato dall’assessore, sarebbero state in passato politiche finanziarie e gestionali sbagliate per modi e tempi.

BILANCIO - “Durante questi 10 mesi, con la collaborazione di tutte le istituzioni e i soggetti del terzo settore, è stato realizzato il documento programmatico e di sviluppo del nuovo Welfare, che definisce una visione a lungo termine, gli obiettivi concreti rispetto alle varie aree di intervento e le priorità per far fronte alle emergenze, oltre che per rendere più efficienti e dinamiche le politiche sociali. Il perimetro culturale entro il quale stiamo operando si fonda sul senso del dovere della politica nei confronti della cittadinanza e della cittadinanza nei confronti della comunità stessa; solidarietà e recupero dei valori del senso civico, etica e responsabilità.

Questo documento, approvato in Consiglio Comunale, ha già dato importanti e concreti risultati, tra questi la possibilità di fare scelte di Bilancio coerenti ed oculate. In questo arco di tempo è stato: riorganizzato il sistema dei servizi rivolto agli anziani, con un
accreditamento di 544 posti tra residenziali e diurni; ridefinito il sistema dei servizi disabili che comporterà la ripresa del progetto di utilizzo della struttura di via Casaburi; ridefinite le politiche abitative, con la messa a disposizione di altri 30 alloggi per l’emergenza casa e con l’assegnazione in deroga ai regolamenti anche per chi non ha reddito; definito il progetto dei servizi di conciliazione tempo lavoro e di cura con la costituzione dell’apposito albo; avviata la sperimentazione del nuovo modello di assistenza domiciliare con il progetto finanziato da INPS (ex INPDAP) sul territorio distrettuale; deliberato un accordo tra istituzioni - Provincia, Fondazione Cariparma, Caritas, Forum 3° settore e forum solidarietà - per far fronte a temi come le nuove povertà e lo sviluppo di comunità. Le emergenze sono molte, ma la risposta tempestiva ha permesso di contenere il dilagare delle criticità”.

EMERGENZA SFRATTI - Tra i temi caldi quello sollevato da Rete Diritti in casa riguardo l’emergenza sfratti e quanto dichiarato da Katia Torri a ParmaToday nel corso di uno sfratto in borgo Carissimi. Una posizione disinteressata quella delle istituzioni locali secondo Katia Torri, che a fronte di un alto numero di sfratti al mese, accusa il Prefetto e l’Amministrazione Comunale di non mettere in atto misure significative per ‘tamponare’ il problema, come il blocco degli sfratti.

'NON MI SENTO ACCUSATA' replica l’assessore Rossi - perché, pur non condividendo le modalità che spesso la Rete dei Diritti utilizza, su alcune questioni di merito comprendo la loro posizione. La situazione abitativa è di estrema gravità (il dato dei 100 sfratti al mese è reale anche se per fortuna non tutti vengono eseguiti): le fasce più deboli sono quelle che più pagano la crisi, e proprio per questo si sta operando con politiche che permettano di affrontare l’emergenza: il nuovo Piano ACER (che a breve sarà deliberato) ci permetterà di terminare alcune delle tante opere avviate dalla scorsa amministrazione, rimaste incompiute a causa di una poco saggia gestione finanziaria. Questo Piano consentirà, nel tempo, di trasformare una percentuale di alloggi in Edilizia Residenziale Pubblica, di aumentare il numero di alloggi in risposta all’emergenza e di mantenere sostanzialmente invariato il numero di alloggi di ERS a canone calmierato”. Puntare sul patto con le persone per non cadere nell’ottica di un assistenzialismo fine a se stesso, uno degli obiettivi primari nell’intento, ha sottolineato l'assessore Rossi nel corso dell’intervista, di edificare un nuovo stato sociale basato sulla responsabilità delle persone e sulla loro volontà di migliorare la qualità della vita attraverso anche solidarietà e attenzione reciproche. Fondamentale in tale ottica, afferma, non cadere nell’errore di continuare a delegare tutto alle istituzioni senza puntare sulla coesione sociale.

QUOZIENTE PARMA - Tra le polemiche portate avanti da mesi sia dall’opposizione che da associazioni come Famiglie Numerose quella relativa all’eliminazione del Quoziente Parma e di una scarsa attenzione alle famiglie rispetto a quanto promesso in campagna elettorale dal sindaco Pizzarotti, accuse che l’assessore al Welfare rigetta aspramente. “Non sono famiglie quelle in stato di sfratto e per le quali abbiamo lavorato senza sosta in tutti questi mesi? E non sono famiglie quei 700 nuclei in attesa per mangiare all’Emporio?Non sono famiglie anche quelle che, attraverso contributi,il Comune sostiene mensilmente aiutandole a pagare bollette e affitti? Sarà impopolare ammetterlo, ma quando le risorse non bastano per tutti, l’Amministrazione ha il dovere di individuare delle priorità.

Venendo al Quoziente Parma, alcune tipologie di sconti per le famiglie che usufruiscono dei servizi educativi saranno introdotte anche retroattivamente dal 1° gennaio 2013 e per far ciò non serve il QP. Ci sono una serie di valutazioni tecniche relative al Quoziente Parma che ci hanno fatto decidere per la sua cancellazione: non riteniamo sia compito delle amministrazioni locali studiare algoritmi per modificare la situazione reddituale di un nucleo ma bensì basarsi sull’ISEE, strumento nazionale e attestato formalmente, per definire i sistemi tariffari, così come non è compito delle amministrazioni locali (posto che abbia senso farlo con un algoritmo che comporta sconti tariffari) fare politiche di sostegno alla procreazione e alla natalità poiché ciò va fatto con politiche nazionali, serie, fiscali e del lavoro. Infine i costi sostenuti non giustificano i benefici: complessivamente è costato alla collettività di Parma moltissimo in relazione a sconti tariffari per alcune famiglie frequentanti nidi e materne che possono in parte essere riconosciuti con altri strumenti non costosi”.

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POVERTA’ - Inevitabile affrontare nell’ottica dell’emergenza sociale, quella relativa alla situazione dei senzatetto a Parma, della presenza di un alto numero di persone costrette, come abbiamo documentato in un’inchiesta, a dormire in ripari di fortuna come casolari abbandonati, auto o nella sala d’aspetto della stazione di Parma, privata della corrente elettrica per oltre 15 giorni probabilmente nell’intento di allontanare chi vi trascorreva la notte. Necessarie risposte in merito da parte dell’assessore Rossi, anche riguardo a un caso emblematico come la coppia di cittadini provenienti dalla Repubblica Ceca che vive da 7 mesi in una tenda di fortuna fatta con teli agricoli nel giardino dell’istituto zoo profilattico, nonostante le ripetute segnalazioni sia all’Amministrazione che alla Caritas.

Il tema è complesso – afferma l’assessore Rossi -. Il bisogno è altissimo e la povertà è in aumento, ma sento di dover rassicurare dicendo che la situazione è sotto controllo da parte dell’Amministrazione Comunale. Mi spiego: una delle priorità delle nostre politiche sociali è stata quella di rafforzare il sistema dormitori e mense. Per questo la massima offerta possibile è a disposizione, e finora non abbiamo mai registrato liste di attesa. L’esempio della coppia citata è emblematico: il caso è da mesi alla nostra attenzione, ma anche all’attenzione di Caritas e di altre associazioni volontarie. E’ stato tentato tutto ma, a volte, alcune persone non vogliono o non intendono o non riescono a farsi aiutare. Una marginalità di questo genere, purtroppo, sarà comunque sempre presente: le emergenze sociali, per quanto possano essere combattute dall’attuale Amministrazione, sono un fattore intrinseco di questa stessa società, la quale, nonostante tutto, può sempre avvalersi di una forte rete di volontariato, sicuramente una risorsa preziosa e indispensabile del nostro territorio”.

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