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Sfratti, via Trento presidiata dalla polizia: ma l'inquilino è già uscito

4 reparti e 35 uomini mobilitati dalle 7 alle 10 per eseguire con la forza lo sfratto della famiglia di Ezzedine, ma la soluzione era già stata trovata: da subito al Leon d'Oro, il 19 maggio la casa popolare

sfrattoviatrento_6Quattro reparti, 35 uomini mobilitati dalle 7 alle 10 di mattina per eseguire uno sfratto che non c'è perchè la soluzione per la famiglia di Ezzedine, residente fino ad oggi in via Trento, 13, è stata trovata ieri pomeriggio dagli assistenti sociali. La conferma dell'assegnazione della casa popolare il 19 maggio e il via libera ad accogliere la famiglia di Ezzedine, con due bambini piccoli, unita al residence Leon d'Oro fino a quel giorno, è stata comunicata all'inquilino direttamente dall'assistente sociale. Questa mattina, visto che la situazione era risolta, si sono presentate solo due attiviste della Rete Diritti in Casa per accompagnare la famiglia al residence, trovandosi di fronte via Trento presidiata dalle forze dell'ordine, tanto che i passanti, insuriositi, si fermavano a chiedere cosa fosse successo in quel palazzo. Nessuno oggi aveva pensato di tentare di rimanere ulteriormente in quella casa.

Polizia municipale, carabinieri, polizia e digos pronti all'intervento dopo che il 27 aprile lo sfratto era stato impedito proprio per la presenza di tanti attivisti della Rete Diritti in Casa. Evidentemente nessuno ha informato le autorità competenti che, come avevano annunciato all'ultimo rinvio, si sono presentate per eseguire con la forza lo sfratto, giunto al settimo rinvio. Anche all'ufficiale giudiziario, recatosi in via Trento per l'ottava volta, non è stata comunicata la soluzione trovata il giorno prima per la famiglia. Solo state le attiviste della Rete ad avvisare le autorità che hanno preso atto della situazione: mentre Ezzedine, aiutato da alcuni amici, stava preparando le sue cose per il trasferimento, tutte le forze dell'ordine sono comunque rimaste a vigilare la situazione.


Solo dopo le 10 hanno ricevuto l'ordine di smobilitare. Bastava una breve comunicazione tra le autorità competenti per evitare lo spreco di risorse, distolte ad altro: 35 uomini mobilitati per 3 ore, 5 mezzi tra camionette della polizia, auto dei carabinieri, della polizia municipale e della Digos. Per fortuna non è stato necessario il loro intervento, la famiglia di Ezzedine in mattinata si è recata al residence Leon d'Oro, dove attenderà le chiavi per entrare nella casa popolare a loro assegnata.

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