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Sovescio ed ex cinema Lux sotto sgombero: 37 persone a rischio

Prima l'ottenimento della residenza in alcune case occupate di Parma, al termine di una protesta portata avanti dal movimento di lotta per la casa presso il Duc. Poi il diniego e le contestuali ordinanze di sgombero urgenti di due edifici occupati

Prima l'ottenimento della residenza in alcune case occupate di Parma, al termine di una protesta portata avanti dal movimento di lotta per la casa presso il Duc. Poi il diniego e le contestuali ordinanze di sgombero urgenti di due edifici occupati. Il primo provvedimento è l'effetto dell'articolo 5 del Piano Casa attuato dal Governo di Matteo Renzi, attivo da pochi giorni ed ora applicato in modo retroattivo a Parma. Forse la prima città che sperimenta il nuovo e tanto contestato articolo. L'ex cinema Lux e lo spazio Popolare Autogestito Sovescio sono sotto sgombero: a rischio il tetto sopra la testa a 37 persone, di cui 5 bambini. 

"Oggi 4 aprile 2014 si è manifestata una pesante azione repressiva -si legge in una nota di Rete Diritti in Casa e Spazio Popolare Autogestito Sovescio- congiunta da parte di prefettura e Comune di Parma a difesa degli  interessi degli immobiliaristi e contro il movimento di lotta per la casa. Simultaneamente, sono stati notificati agli abitanti della casa occupata di Piazzale Bernieri (ex Lux) e dello Spazio Popolare Autogestito (SPA) Sovescio di Via Bixio/Borgo San Giuseppe, dei provvedimenti amministrativi di diniego della concessione della residenza anagrafica e le ordinanze di sgombero dei due edifici. I cinque nuclei che abitano il palazzo di piazzale Bernieri e gli otto nuclei che abitano allo Spa Sovescio, per un totale di 37 persone di cui 5 bambini, avevano strappato il diritto di ottenere la residenza nelle case da loro abitate grazie alla mobilitazione messa in atto nei mesi passati. Il riconoscimento della residenza, tra l’altro diritto spettante anche a chi abita nelle case occupate in base ai principi costituzionali come confermato da diverse sentenze passate in giudicato, è stato invece negato in base ad una odiosa norma contenuta nell’art. 5 nel decreto legge per il Piano Casa  approvato dal governo Renzi  e diventato efficace dal 29 marzo 2014.  

Parma diventa così la prima città in Italia ad applicare pedissequamente un provvedimento destinato a cadere per manifesta incostituzionalità al primo ricorso innanzi alla corte costituzionale, in quanto con il venir meno della concessione della residenza vengono a cadere  dei diritti fondamentali non solo per la costituzione ma anche per la stessa sopravvivenza dei cittadini: senza residenza non si può accedere alla medicina di base, ai servizi sociali, decadono i diritti politici come il diritto al voto , si compromette il diritto allo studio ecc ecc.  Gravissimo il fatto che ad applicare con cotanta prontezza un provvedimento che traspira arroganza ed autoritarismo da tutti i pori sia un’amministrazione il cui partito guida a livello nazionale cioè il Movimento 5 stelle, si contrappone almeno a parole al governo Renzi, che a livello locale (Roma, Ancona) appoggia le occupazioni a scopo abitativo e che a Parma ha vinto le elezioni presentandosi come il movimento che si oppone ai poteri forti della città e che avrebbe combattuto la speculazione. 

Ma non finisce qui!!! Anzi, ancora più grave, il sindaco Pizzarotti ha emesso 2 ordinanze, contingibili ed urgenti, di sgombero dei due palazzi, evidentemente scritta a tavolino con i proprietari degli immobili e col prefetto, motivati a suo dire dalla pericolosità dei due edifici. Se si vanno  a leggere le perizie poste a giustificazione della decisione ne scopriamo però la completa inconsistenza:  la perizia per il Palazzo di Piazzale Bernieri è stata fatta dalla stessa proprietà dell’edificio, la Pimapo Film Srl (sicuramente super partes) mentre quella per il Sovescio, risalente al 2012, è prontamente smentita da un’altra perizia rilasciata dopo l’occupazione e dopo i lavori di ristrutturazione fatti dagli attuali abitanti, perizia della quale il Sindaco non ha tenuto minimamente conto.

 La Pimapo Film Srl, società sulla quale la Rete diritti in casa sta elaborando un ricco dossier per corpose  operazioni di speculazione immobiliare legate alle grandi multisale cinematografiche di Parma, si è fatta rilasciare una perizia nella quale gli elementi di pericolosità dello stabile  sono veramente insignificanti, del tipo “ impianto antincendio non attivo” (come se negli appartamenti fosse obbligatorio), oppure rileva situazioni di pericolo per la vicinanza al cinema, struttura alla quale gli abitanti non hanno assolutamente accesso. Il fatto che il Sindaco abbia accolto una istanza del genere la dice lunga su quella che è la reale finalità di tutti i provvedimenti emessi: con questi atti si vuole colpire il movimento di lotta per la casa a Parma e si vuole difendere a tutti i costi la volontà speculativa dei grandi e ricchi proprietari immobiliari, seguendo le direttive nazionali, evidentemente trasmesse al prefetto, di difendere gli interessi della rendita speculativa ad ogni costo, sottraendola alle rivendicazioni di chi a una casa oggi non può accedere e contrastando un movimento nazionale che comincia a far paura. Il tutto in linea con il piano casa del governo Renzi, tutto incentrato sul sostegno alla rendita e al contrasto alle occupazioni di casa.  

Il sindaco Pizzarotti si mette per l’ennesima volta in contraddizione con quello che predica: da un lato insieme all’assessore Rossi  annuncia che i servizi sociali di Parma non sono più in grado di affrontare l’emergenza casa, gli sfratti, i distacchi delle utenze. Dall’altro non fa nulla per scalfire, seppur minimamente, gli interessi speculativi che hanno determinato l’attuale situazione, anzi pur di difendere gli interessi dei proprietari immobiliari, anzi dei grandi proprietari immobiliari, non esita ad aggravare ancor di più la situazione perché se effettivamente venissero sgomberate le circa 180 persone che attualmente a Parma vivono nelle case occupate, la situazione a Parma sarebbe non grave ma catastrofica. 

A noi non rimane che constatare  il fallimento totale di un sistema che per risolvere la questione abitativa  si  affida totalmente al mercato. D’altra parte sarà impossibile per lor signori frenare l’istinto di sopravvivenza e la ricerca di una vita dignitosa da parte di coloro che dal mercato (del lavoro e della casa) vengono esclusi ed emarginati e che per normali esigenze di vita si devono per forza schierare contro il mercato e contro la rendita speculativa, resistendo agli sfratti e ai distacchi, ricorrendo  alle occupazioni e sviluppando un movimento di lotta che sta crescendo ovunque e che meschini provvedimenti come quelli di oggi non potranno certo fermare".

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