Cronaca

"Siamo al collasso: nel 2020 abbiamo perso più di 215 mila euro di fatturato"

Il dramma dell'indotto della ristorazione. Maurizio Ricco, proprietario dell'azienda Eccellenze di Cantina di Soragna: "I nostri clienti sono al 70% ristoranti: abbiamo perso il 33% del nostro fatturato annuale"

La crisi del mondo della ristorazione dovuta alle chiusure per il Covid-19, che ha portato recentemente alla protesta lanciata sotto lo slogan Ioapro, non riguarda solo i ristoranti e i bar - costretti a chiudere per tutto il periodo natalizio ed ancora oggi chiusi - ma anche le tante aziende che costituiscono l'indotto. A Parma e provincia uno dei prodotti tipici dei ristoranti sono i salumi, soprattutto quelli Dop: le aziende che si occupano della vendita e della distribuzione di questi prodotti, sono al collasso. 

Maurizio Ricco, proprietario dell'azienda Eccellenze di Cantina di Soragna, inserita nel circuito del Culatello di Zibello Dop e del Salumi Tipici di Parma denuncia la situazione drammatica che riguarda il circuito dell'indotto della ristorazione. "Anche altre aziende del settore sono ormai al collasso: con i ristoranti chiusi non stiamo vendendo nulla e l'anno scorso abbiamo avuto una perdita di fatturato enorme". 

Quanto avete perso, come fatturato, nel 2020? 

"Il nostro fatturato deriva dal 70% dalle vendite ai ristoranti e per il restante 30% dai wine bar e le salumerie. Nel corso del 2020, viste le chiusure imposte dalle normativa anticontagio da Covid-19, abbiamo perso il 33% del nostro fatturato annuale. Negli anni precedenti, infatti, avevamo fatturato circa 715 mila euro all'anno: nel corso del 2020, invece, abbiamo perso 215 mila euro di fatturato". 

Chi sono i vostri abituali clienti e come è cambiato il mercato a causa del Covid?

"I nostri prodotti di eccellenza vengono serviti prevalentemente alla sera nei ristoranti, magari abbinati ad un buon vino. Le aperture dei ristoranti all'ora di pranzo, quindi, non ci hanno giovato. Dal 20 ottobre del 2020, dopo tutti i mesi passati in lockdown e l'estate è iniziata una nuova fase calante: a novembre 2020 abbiamo perso il 65% del fatturato, a dicembre il 35-40%. Per gennaio del 2021 le perdite stimate sono nell'ordine dell'80%: un danno enorme per la nostra azienda. Lo stesso che stanno subendo le altre aziende del'indotto in provincia di Parma". 

Ha ricevuto aiuti dallo Stato nel corso dell'anno appena trascorso? 

"Nel 2020 abbiamo chiuso con un fatturato di 480 mila euro, un bel -33%. Gli unici sostegni finanziari che ho ricevuto sono stati nel periodo dello scorso lockdown, da marzo a maggio 2020 - sono stati due tranche da 600 euro - come persona fisica - e 5.900 euro per l'azienda. La cifra totale è stata di 7100 euro: rispetto alla perdita di fatturato di 215 mila euro non è nulla. Da lì in poi il Codice Ateco 46 32 20 sembra essere scomparso dalla cartina commerciale". 

I collaboratori della sua azienda in che condizioni si trovano? 

"Fino a dicembre lavoravo con quattro agenti commerciali che guadagnano a seconda delle vendite dei prodotti. E' chiaro, quindi, che con un drastico calo delle vendite, anche loro ne hanno risentito. Dopo dicembre sono rimasti solo tre agenti, che hanno visto il loro lavoro ridursi considerevolmente". 

Lei ha provato a contattare le Istituzioni per fare presente la situazione drammativa dell'indotto della ristorazione...

"Sto cercando di fornire un'aiuto ai ristoratori locali, ho creato un gruppo Facebook chiamato 'Reset Fidenza'. Ho scritto mail Pec a Palazzo Chigi, al presidente della Regione Stefano Bonaccini, alla Camera di Commercio di Parma, ai sindaci Fidenza e di Soragna e all'Agenzia delle Entrate di Roma. Ho ricevuto risposta solo da quest'ultima. Sto lottando individualmente ma ci sono tante altri imprenditori nella stessa mia situazione". 

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