La siccità colpisce il pomodoro: la produzione calerà del 10%

L'assessore regioale Rabboni in visita a due aziende del parmense fa il punto sull'impatto delle condizioni climatiche sulla campagna di quest'anno, iniziata da pochi giorni: "Chiesto compensazioni per le imprese"

L'assessore Rabboni in visita nelle aziende parmensi

 La siccità colpisce anche il pomodoro. La mancanza di piogge e il clima torrido di quest’estate hanno causato una riduzione delle rese che abbassa di circa il 10% la produzione prevista: e il dato potrà ulteriormente peggiorare se non pioverà. È quanto è emerso oggi nel corso della visita dell’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni  agli stabilimenti Copador di Collecchio e Rodolfi di Ozzano Taro, su invito del Distretto del Pomodoro da Industria - Nord Italia.

Si è parlato molto di siccità. In proposito Rabboni ha anche annunciato la presentazione al governo, insieme a Lombardia e Veneto, della richiesta di “evento eccezionale”, che se accolta comporterebbe benefici di compensazione per le aziende. “Siamo a inizio campagna, avviata da una decina di giorni, e a circa il 15-20% di prodotto raccolto – ha detto Rabboni - . Si possono fare due considerazioni: la prima è che il prodotto raccolto è di buona qualità, sia per il grado zuccherino sia per il colore. La seconda è che la produzione è calata, sia perché sono calate di circa il 7% le superfici sia per effetto della siccità e delle altissime temperature di questa estate. Questo induce una riduzione della dimensione dei prodotti e favorisce una maturazione concentrata in un periodo ristretto: e ciò probabilmente comporterà una perdita di prodotto”.

Il calo riguarda anche le realtà concorrenti. Secondo quanto affermato dall’assessore regionale, si parla di – 25% per la Cina e di decrementi simili per Spagna, Portogallo e Sud Italia. “Questo – ha aggiunto - crea un’aspettativa di rialzo dei prezzi sul mercato. In ogni caso il calo della resa produttiva accompagnato dall’aumento dei costi di produzione, legati soprattutto alla siccità, lascia intravedere un risultato economico che non sarà particolarmente soddisfacente. Per questo è importante che sia accolta dal governo la richiesta di evento eccezionale”

Ciò comporterebbe una serie di benefici a compensazione per le imprese agricole: dalla riduzione dei prelievi contributivi, previdenziali e fiscali per le aziende e per i loro dipendenti all’indennizzo per le imprese agricole che hanno perso produzione (“e per questo – ha sottolineato Rabboni – il governo deve rifinanziare il fondo di solidarietà nazionale cui si attinge”), dall’integrazione salariale per i lavoratori stagionali alla possibilità di anticipare a ottobre i pagamenti Pac. “Il ministro – ha spiegato Rabboni - si è dichiarato favorevole, ora la palla passa al governo. Noi stiamo completando il dossier, chiuderemo l’iter di ricognizione su tutte le province il 27 agosto”.

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“Da ottobre 2011 ad agosto 2012 -ha concluso l’assessore Rabboni:-abbiamo avuto il 50% di piogge in meno, e quest’estate più di 20 giorni sono stati con temperatura superiore ai 35 gradi. C’è un cambiamento climatico in atto, e nessuno può dire quando e come la situazione si stabilizzerà. Noi dobbiamo agire per rendere indipendente l’irrigazione agricola dall’andamento meteo, e per farlo c’è un solo modo: stoccare l’acqua negli invasi quando c’è per poterla usare nei periodi in cui non c’è. Su questo stiamo lavorando con le Province di Parma, Reggio, Piacenza per trasformare le cave, dopo il loro utilizzo per le escavazioni, in invasi a uso irriguo. Abbiamo inoltre finanziato invasi interaziendali: a settembre emetteremo un nuovo bando per 10 milioni di euro, e vogliamo ripeterlo tutti gli anni con regolarità”.

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