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Sicurezza dei bambini in auto: bocciati gli automobilisti parmensi

La ricerca è stata condotta dall’istituto Nextplora. Più di due parmensi su tre (68,6%) non sanno quale sia il posto più sicuro all’interno dell’auto dove posizionare il seggiolino per i bambini

Primavera: tempo di primi caldi, giornate all’aria aperta, gite fuori porta con bimbi al seguito. E se i bambini quando giocano cercano di fuggire dalle premure continue di genitori (spesso) esageratamente protettivi, siamo sicuri che questi ultimi abbiano le stesse attenzioni nell’adottare misure di sicurezza corrette per il trasporto dei piccoli in auto? Diverse sono le norme e gli accorgimenti, infatti, per garantirne la sicurezza a bordo. Ma gli automobilisti parmensi sono certi di conoscerle oppure avrebbero bisogno di “essere messi in castigo” per le poche attenzioni a riguardo?

La ricerca condotta dall’istituto Nextplora per l’Osservatorio sui Servizi di LINEAR Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, fa un esame agli automobilisti della città ducale e più di un rimprovero sembra necessario.

Particolarmente preoccupante il responso quando si indaga sulle norme che regolano l’utilizzo dei sistemi di ritenuta, sempre da utilizzare per i bambini con statura inferiore ad un metro e mezzo, e sulla quale spesso gli automobilisti si sono trovati impreparati, confusi tra regole ormai in disuso e convinzioni proprie. Molti ricordano la norma prevista dal vecchio codice: un intervistato su tre (35,6%) afferma infatti che i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati fino ai 12 anni. Un indicatore decisamente non positivo.

A questo dato si aggiunge la considerazione che più di due parmensi su tre (68,6%) non sanno quale sia il posto più sicuro all’interno dell’auto dove posizionare il seggiolino. Solo il 31,4% del campione sa infatti che, ove possibile, dovrebbe essere posizionato sul sedile posteriore centrale, poiché è il posto più protetto sia in caso di urto frontale che laterale. La preferenza dovrebbe essere comunque sempre data ai sedili posteriori. Un’altra pericolosa bocciatura.

Più rassicurante il responso sulle cinture di sicurezza: l’80% degli intervistati sa che devono sempre essere indossate dai bambini, così come dagli adulti. Da rilevare come la percentuale salga al 100% se si analizzano solo le risposte delle donne parmensi.

Le attenzioni nei confronti dei bambini in viaggio non si concentrano esclusivamente su la sicurezza all’interno dell’abitacolo. I parmensi considerano infatti con attenzione i servizi “a misura di bambino” lungo le autostrade italiane. In particolare si sente l’esigenza di trovare servizi igienici adeguati  (soprattutto l’85,7% delle donne intervistate), aree giochi (richiesti principalmente da un uomo su due) e fasciatoi per il cambio dei neonati (19,9%).

Su qualcosa però i parmensi si dimostrano ricchi di attenzioni: quando devono far trascorrere il tempo in auto ad un bimbo, senza che questo si annoi. Se il 38,7% del campione ritiene che il modo migliore sia farlo dormire durante il viaggio, il 45,5% invece ama inventare dei giochi, raccontare una storia (attività preferita dagli uomini) o mettere un cd con le canzoni preferite dai piccoli. Fortunatamente sembra essere caduta in disuso la pessima abitudine di prendere il bimbo in braccio per non farlo piangere, comportamento molto diffuso fino anche nel recente passato ed estremamente pericoloso.
Non bocciati quindi…ma certamente “rimandati a settembre”.

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