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Sicurezza, il no a più polizia e all'antiterrorismo scatena la polemica politica

Non ci sarà nessun aumento dell'organico della polizia. Questa è la risposta data dal viceministro alla difesa alla richiesta avanzata dal Comune tramite la senatrice ex M5s Maria Mussini. L'argomento ha acceso la polemica tra i politici locali

Bocciata la richiesta inviata al ministero della Difesa dal Comune di Parma riguardo alla necessità della questura di Parma di un aumento di agenti in servizio. Dopo l'incontro avvenuto a marzo tra il viceministro Bubbico, il sindaco Pizzarotti, l'assessore Casa e la senatrice Mussini dove hanno chiesto più agenti per poter creare anche una forza antiterrorismo in città.

La richiesta avanzata dall'amministrazione cittadina deriva da una carenza di organico "pari al -17,5% rispetto all’organizzazione organica tabellare, meno favorevole rispetto alle media nazionale che si attesta sul -13,4%" evidenzia il viceministro nella missiva di risposta inviata al Comune.

A Parma non verranno inviati nè più agenti per la sicurezza delle strade nè verrà soddisfatta la richiesta per la creazione una forza antiterrorismo. Oggi pomeriggio è stata indetta, dal sindaco e dall'assessore Casa insieme alla senatrice ex M5S Mussini, una conferenza stampa per una rilfessione in merito alla risposta negativa del viceministro Bubbico.

Intanto tra i politici cittadini scoppia la polemica.

IL TESTO DELLA LETTERA DEL VICEMNISTRO - "Con riferimento alla situazione de11’organico effettivo della polizia di Stato in forza nella provincia di Parma, si evidenzia,secondo i dati aggiornati al primo gennaio 2016, una carenza pari al -17,5% rispetto alla dotazione organica tabellare, meno favorevole rispetto alla carenza media nazionale che si attesta su -13,4%. Il dato complessivo della provincia in esame risulta penalizzato dalla forte carenza rilevata nella Polizia Postale (-64%) la cui dotazione risalente al 1989, quando i compiti erano prettamente di scorta valori e vigilanza, non corrisponde piu alle mutate esigenze di servizio della specialità".

"Le attuali carenze di personale non consentono, al momento, di prevedere il prolungamento dell’orario di apertura del posto di polizia ferroviaria, le cui esigenze ed emergenze saranno comunque soddisfatte dalle volanti nell’ambito del servizio di controllo del territorio. Si precisa che la questura di Parma non è, al momento, tra quelle interessate all ’istituzione delle unità operative di pronto intervento, gia operanti a Bologna e Modena. Si rappresenta, infme, che la richiesta di incremento di personale, tenuta in evidenza dai vertici del Dipartimento della P.S., verrà valutata in occasione dei prossimi movimenti di personale e future assegnazioni a1 temine dei corsi di formazione, compatibilmente con le risorse disponibili e le emergenti necessità degli altri uf?ci e reparti del territorio nazionale".

COMUNICATO DI BUZZI E GAMBARINI (FORZA ITALIA)- "Il ministro dell'Interno sbeffeggia ?Parma e decide di non mandare nessun rinforzo alla polizia. Pur ammettendo che ce ne sarebbe bisogno e che l’organico della forze di polizia di Parma è sottodimensionato
del 17%". Lo scrivono in una nota "Sia il sindaco ?Pizzarotti, sia il ?Pd con a capo il senatore
?‎Pagliari avevano chiesto rinforzi ma si vede che agli occhi del governo non valgono abbastanza. Al netto delle polemiche, è una bruttissima notizia per la nostra città che avrebbe davvero avuto
bisogno di essere più protetta. Quel che è peggio è che il viceministro ammette che a Parma siamo messi peggio della media nazionale, ma, nonostante questo, dice che non manderà nessun rinforzo. Poi evidenzia anche forti carenze sia nell’organico della Polizia postale, sia in quello della Polizia ferroviaria. Con questa decisione il Governo evidenzia di non avere a cuore nemmeno un po’ gli interessi dei cittadini che, a gran voce, chiedono più sicurezza.
Tutto ciò è vergognoso! I parlamentari del Pd, invece, si interroghino sul loro ruolo: per motivo sono in Parlamento se non riescono nemmeno a perorare una sacrosanta richiesta arrivata dalla nostra città? Chissà forse se il sindaco di Parma fosse stato del Pd, il
viceministro avrebbe risposto diversamente… Ma a Parma, lo sappiamo, il Pd sa solo criticare... Mai prima d'ora Parma era stata così insicura. Vuol dire che quando erano altri ad amministrare la città qualcosa di buono era stato fatto. Peccato che, solo per motivi
ideologici, sia stato tutto distrutto. E questo è il risultato"

I PARLAMENTARI GIORGIO PAGLIARI, PATRIZIA MAESTRI, GIUSEPPE ROMANINI (PD) - E' vecchia come il mondo la tecnica di coprire le proprie responsabilità, la propria amministrazione del nulla, attaccando gli altri con palesi forzature e strumentalizzazioni. L'Assessore alla sicurezza del Comune di Parma vi ricorre anche questa volta: nessuna novità, anche perché non ha molte altre armi a disposizione!
Nella lettera del Viceministro dell'Interno viene rappresentata, con trasparenza ed obiettività, la problematica situazione degli organici delle forze di polizia di Parma, sottolineandosi testualmente: "Si rappresenta, infine, che la richiesta di incremento di personale, tenuta in evidenza dai vertici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza verrà valutata in occasione dei prossimi movimenti di personale e future assegnazioni al termine dei corsi di formazione, compatibilmente con le risorse disponibili e le emergenti necessità degli altri Uffici e Reparti del territorio nazionale".
Se il significato delle parole è uno solo, la conclusione tirata (proprio tirata!) dall'Assessore alla sicurezza ("Al governo non interessano i nostri problemi") è, quanto meno, gratuita ed affrettata. Il Viceministro dell'Interno, infatti, nella sua lettera non chiude all'ipotesi dell'invio di rinforzi, ma riserva la valutazione e la decisione al momento delle assegnazioni del personale attualmente in formazione. E che vi sia personale in fase di assunzione é fatto notorio, essendo legato a precise disposizioni contenute nella legge di stabilità proposta da questo governo e votata dalla maggioranza governativa e non dal Movimento 5 Stelle. Né la decisione è rinviata a tempi indefiniti. Ad ogni buon conto, abbiamo contattato il Ministro dell'Interno e lo stesso Viceministro richiedendo un incontro urgente anche alla presenza del Capo della Polizia.
Su numerose questioni abbiamo un’interlocuzione aperta con il Governo e contiamo di avere risposte concrete anche sul fronte della sicurezza, consapevoli che i rinforzi alle forze di polizia sono necessari, ma che non potranno mai supplire alla carenza di visione e di concretezza dell'Amministrazione Comunale.

ROBERTO GHIRETTI (PARMA UNITA) - La notizia del rifiuto di rafforzare gli organici delle forze di polizia che operano sul nostro territorio sorprende per la crudezza con la quale si liquida una questione tra le più sentite dai parmigiani ma non giunge certo inaspettata, visto il protrarsi di un disinteresse da parte delle istituzioni su questo come su altri temi.
Pur nella consapevolezza che si tratta di una partita difficile da giocare sono però convinto che non possiamo arrenderci al primo diniego. Parma in questi anni ha perso lentamente ma inesorabilmente gran parte del proprio patrimonio di socialità e sicurezza, consegnando le proprie strade al controllo di piccole e grandi criminalità. Questo è un fatto che semplicemente non possiamo accettare.
Per questo ritengo che adesso si debba dare una risposta unitaria da parte di tutte le istituzioni del territorio: Sindaci, Prefetto, Questore e Parlamentari. Una risposta chiara, forte, che non ammetta eccezioni o distinguo. In questo senso male fa l'assessore Casa a buttarla in politica accusando il Governo Renzi. Se oggi ci troviamo con organici ridotti del 17,5% non lo dobbiamo certo a questo o quel governo, soprattutto considerando il fatto che negli ultimi vent'anni di governi se ne sono succeduti tanti e di segno politico opposto. Semmai questa situazione ci racconta di una certa debolezza della politica rispetto ad alcuni apparati dello Stato. È questo il motivo per cui occorre ritrovare un'unità di intenti che superi le appartenenze e che metta tutti noi nella condizione di chiedere con forza interventi all'altezza della situazione.
Come fare questo? Il pallino, ovviamente, è nelle mani del Sindaco. Per quanto mi riguarda io suggerisco di convocare un Consiglio comunale straordinario, al quale invitare anche i parlamentari, Prefetto, Questore e rappresentanti di tutte le forze politiche locali, anche quelle che non sono rappresentate in Consiglio. Cerchiamo per una volta di non procedere in ordine sparso, favorendo magari chi questo tema cerca di cavalcarlo a fini elettorali, e diamo una risposta forte, chiara e compatta. Diamo un segnale insomma che Parma non intende accettare un “no” come risposta ad una necessità che oggi nessuno può più permettersi di ignorare.

LAVAGETTO E ZANACCA (PRIMA PARMA) - Altra risposta negativa portata a casa dalla nostra Amministrazione. Davvero assurdo ed inaccettabile chiedere alle realtà locali di farsi carico della gestione di situazioni di emergenza che hanno gravi ripercussioni sulla sicurezza locale (vedi accoglienza profughi immigrati) e, allo stesso tempo, negare aiuti atti a garantire una sufficiente e doverosa sicurezza urbana a tutti i cittadini !

E’ comunque innegabile che l’Amministrazione di Parma, il sindaco Pizzarotti in primis, in questi anni, ha largamente sottovalutato questo problema. Già nel 2014, il nostro movimento, aveva sottoposto al Consiglio Comunale la Petizione “Città Sicura” sottoscritta da oltre 2000 parmigiani; progetto di grandissima attualità ma, snobbato e deriso dai nostri amministratori.

Ora, e davvero speravamo di non arrivare a tanto, la situazione ha superato i limiti di tollerabilità. E’ tempo di reagire. Di agire in modo significativo. Basta chiacchiere e demagogia. Basta “violentare” i cittadini con contravvenzioni volte solo a fare cassa. Che l’Amministrazione si decida una volta per tutte a prendere in mano la situazione e ad occuparsi di sicurezza.

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