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Sidel, dopo le proteste arriva l'accordo. Referendum: si dal 78% dei lavoratori

Dopo le proteste è arrivato l'accordo che ha trovato il parere favorevole della Fiom/Cgil. Il referendum, a cui ha partecipato l'80% dei lavoratori, lo ha approvato. "Netti miglioramenti salariali"

Sidel. Prima la protesta, poi l'accordo e il referendum tra i lavoratori. Nel mese di ottobre i lavoratori scioperarono e bloccarono in più occasioni via Spezia. Sul tavolo delle trattative il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Davanti ai cancelli arrivarono anche le telecamere di Report. Ora l'accordo è stato raggiunto con il parere favorevole della Fiom-Cgil. Il referendum a cui ha partecipato l'80% dei lavoratori ha visto la prevalenza dei si per il 78%.

"Dopo circa sei mesi di trattativa è stata siglato l’accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo aziendale degli stabilimenti Sidel di Parma e di Verona. L’accordo interessa circa 1050 lavoratori: sottoposto a referendum, ha visto la partecipazione al voto dell’80% dei presenti in azienda, con una percentuale di approvazione del 78%. Dal punto di vista economico l’accordo prevede netti miglioramenti salariali. Il Premio di risultato è di complessivi 5700 euro a copertura del triennio a cui si aggiunge un salario strutturale, denominato “Elemento di Performance”, di 380 euro con decorrenza 2012.
Il montante complessivo dell’accordo è di 6080 euro per il triennio 2012/2014.

SIDEL: IL VIDEO DELLA PROTESTA

L'ACCORDO:  I CONTENUTI. Viene confermata una struttura degli indicatori basata su criteri di produttività, qualità e redditività. Elevata anche la quota economica a carico aziendale a favore del Fondo Mutualistico interno. Un accordo significativo anche sulla parte normativa: confermato il ruolo delle Commissioni paritetiche formate da componenti RSU/Azienda con compiti di analisi e proposta su premio di produzione, inquadramenti, formazione e organizzazione del lavoro; diritto a 16 ore di permesso retribuito (una tantum) ai lavoratori impegnati nella preparazione della tesi di laurea; priorità per l’assunzione di ruoli interni con qualifica impiegatizia per il personale operaio che consegue una laurea; regolamentazione del part-time: previste anche forme di 7 ore giornaliere per casi opportunamente documentati; sperimentazione di un “Orario flessibile” fino a 64 h annue per fronteggiare periodi di cali e picchi di lavoro, previo accordo e confronto continuo con le RSU.

Il meccanismo permette, in casi di calo di ordinativi, di mantenere comunque il normale salario contrattuale a fronte di una diminuzione dell’orario di lavoro. Le ore non lavorate, ma pagate, andranno recuperate in una successiva fase di picco. Un orario sperimentale che, in caso di crisi, per una prima fase, permette di non ricorrere ad alcun ammortizzatore sociale e, di conseguenza, non scaricare i costi sulla collettività. Nonostante i CCNL separati, l’Azienda riconosce comunque ai lavoratori ed alle OO. SS. Fiom/Cgil tutti i diritti sindacali, così come previsti dalle normative vigenti che disciplinano la materia, dagli accordi interconfederali firmati dalla CGIL e dagli accordi aziendali e dal CCNL.

Nonostante le congiunture economiche negative, la crisi e le difficoltà di mercato, quello che è stato concluso è un buon contratto aziendale. L’ampio consenso, poi, manifestato dai lavoratori tramite l’approvazione del referendum dà la certezza alla Rsu Fiom/CGIL di avere bene operato. Si conferma ancora una volta la forte tradizione contrattuale in Sidel/Simonazzi, basata su di un modello di relazioni sindacali partecipativo, che ha sempre portato a migliorare le condizioni normative e a conseguire buoni risultati economici in un clima di buone relazioni sindacali".

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