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Sidel annuncia 86 esuberi: sede mondiale trasferita a Parma nel 2016

“Siamo consapevoli che i cambiamenti annunciati avranno un impatto sui nostri dipendenti e ci impegniamo ad assicurare che le possibili transizioni vengano gestite con la massima sensibilità e che i nostri dipendenti ricevano per tutto questo periodo un'assistenza continua"

"A seguito dell’annuncio dello scorso 4 settembre, Sidel -si legge in una nota- ha formalmente comunicato alle rappresentanze sindacali la propria decisione di riorganizzare le attività presso il sito produttivo di Parma, nell’ambito di un processo globale che tocca tutte le sedi Sidel nel mondo. L’azienda ha comunicato che saranno 86 i ruoli eliminati a Parma rispetto ai 100 precedentemente annunciati e ha confermato la creazione di numerose nuove posizioni. Sidel ha inoltre confermato la propria intenzione di spostare la sede mondiale del Gruppo da Zugo, in Svizzera, a Parma dove si trova il suo centro di eccellenza per le linee complete e il riempimento. Il trasferimento dovrebbe avvenire nel corso del 2016".

“Siamo consapevoli che i cambiamenti annunciati avranno un impatto sui nostri dipendenti e ci impegniamo ad assicurare che le possibili transizioni vengano gestite con la massima sensibilità e che i nostri dipendenti ricevano per tutto questo periodo un'assistenza continua.  Ad oggi vi è già stata una signifcativa riduzione dei numeri originariamo annunciati e siamo certi che attraverso il dialogo costruttivo aperto con i rappresentanti sindacali riusciremo a mitigare ulteriormente l’impatto sociale di questa riorganizzazione”, ha commentato Riccardo Rosselli, site manager per Sidel a Parma.

PAGLIARI: 'SOLIDALE CON I LAVORATORI' - In seguito all'annuncio da parte della Sidel di Parma di 86 esuberi il Sen. Giorgio Pagliari ha dichiarato: “La notizia è dolorosa e non può non lasciare quantomeno perplessi. Mi auguro che il confronto che si dovrà aprire possa avere reali margini di trattativa e che si trovino soluzioni equilibrate e rispettose dei diritti e delle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie. Se la riorganizzazione, infatti, è una prerogativa delle imprese, non può non avvenire in un attento bilanciamento tra le necessità imprenditoriali e le tutele dei lavoratori. Esprimo la mia solidarietà a chi teme di perdere il lavoro e alle loro famiglie”.
 

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