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Giallo a Sissa, incendio nella cava: fuoco appiccato anche agli uffici

Indagini in corso. A fuoco 2 camion e un'escavatrice. Rinvenute taniche di benzina. Gli uffici salvi per l'umidità. Il proprietario: "Mai rapporti con certi ambienti. Comunque c'è di peggio". Videosorveglianza mai installata

Un odore acre avvolge ancora la cava di Torricella assaltata lunedì notte. Sul posto gli agenti pare abbiano ritrovato tra i mezzi andati in fiamme delle taniche di benzina vuote. La pista del rogo divampato per cause accidentali perde valore di ora in ora. Mentre avanza l’ipotesi dell’incendio doloso. Oltre ai due camion e alla scavatrice il fuoco è stato appiccato anche agli uffici posti all’entrata della cava, ma l’umidità ha fatto sì che le fiamme non divampassero nella struttura. Le autorità nel frattempo stanno vagliando i dati relativi alle impronte digitali raccolte nel cantiere.

IL PROPRIETARIO: "MAI RAPPORTI CON CERTI AMBIENTI".Per entrare nel cantiere è stata divelta la barra che permette l’accesso con i veicoli alla strada che porta alla cava, – afferma il titolare della ditta di estrazione – non so perché lo abbiano fatto, siamo un’azienda tranquilla non abbiamo mai avuto rapporti con certi ambienti. Lavoriamo la sabbia per le betoniere, per fare calcestruzzo nel settore edile, ma siamo piccoli non abbiamo velleità di grandezza, né di arraffare, né di trafficare. Ho sporto denuncia, uno dei mezzi era noleggiato spero che l’assicurazione copra almeno una parte dei 200mila euro di danni. Comunque c’è di peggio”.

'NON HANNO PRESO FUOCO DA SOLI'. La cava situata in un bosco poco lontano dal centro abitato di Torricella di Sissa risulta agevolmente raggiungibile anche a piedi. “C’è tutto buio qui quando cala la sera – afferma uno dei quattro dipendenti dell’azienda – presumo che abbiano agito dopo cena, non sappiamo nulla, qua non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema, lavoriamo e veniamo regolarmente retribuiti. Tutto nella norma. Aspettiamo cosa dicono i carabinieri”. Un fornitore di passaggio guardando con sgomento i mezzi dichiara attonito “è preoccupante, questi camion non hanno preso fuoco da soli”.

AREA VIDEOSORVEGLIATA?. Intanto sul cancello d’accesso alla cava campeggia ancora il cartello ‘area videosorvegliata’. Videosorveglianza che sarebbe stata utile ad accelerare le ricerche del Nucleo Investigativo del comando dei carabinieri di Parma, ma che in realtà nel cantiere non sono mai stata installate. Solo un bluff per indurre i malfattori a desistere. Chi ha pensato di distruggere i mezzi all’interno della cava però è evidente che non si sia lasciato intimidire dalla presenza delle telecamere, o forse era già a conoscenza del fatto che in realtà in quell’area di telecamere ne ve ne fosse alcuna traccia.

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