'Il futuro è dietro l'angolo' con Slow Food. Cherchi: "Dobbiamo salvare i contadini"

Domenica 22 settembre al parco Ex Eridania di Parma gli spunti sono stati molteplici per riflettere sul futuro della nostra alimentazione e sulle conseguenze delle nostre scelte. Prossimo appuntamento: domemenica 29 settembre

“Il futuro dietro l'angolo” è quello della consapevolezza e dell'incontro fra chi produce e chi consuma volendo conoscere sempre più a fondo il proprio cibo e chi lo produce. Domenica 22 settembre al parco Ex Eridania di Parma gli spunti sono stati molteplici per riflettere sul futuro della nostra alimentazione e sulle conseguenze delle nostre scelte di consumatori sulle sorti del territorio e del pianeta. Tutto grazie alla prima giornata di “Slow food valley. Il futuro dietro l'angolo” organizzato dalla Condotta slow food Parma con il patrocinio e co-organizzazione del Comune di Parma ed il sostegno di Mutti spa che ha condiviso la filosofia di Slow Food.

Nel corso della prima giornata due sono stati gli argomenti al centro del dibattito, l'economia fragile della montagna nel convegno del mattino “L'Appennino che scompare” e l'accesso all'agricoltura locale nell'incontro “Agricoltura di prossimità” nel pomeriggio.
Un'alternativa al modello consumistico passa, secondo Slow food, da un'agricoltura, che non sia solo produzione massiva, bensì governo del territorio e tutela della qualità e della biodiversità, agricoltura della quale i contadini tornino ad essere autentici protagonisti e i consumatori i loro primi “supporter”.

Per dirla con il presidente regionale di Slow food Emilia Romagna Antonio Cherchi: “Non ci sono più solo le solo piante e gli animali da salvare. Ora dobbiamo salvare contadini e lavorare per crearne di nuovi, che sappiano valorizzare la loro attività di piccola scala, sostenibile, che siano in grado di difendere antichi saperi ma che sappiano allo stesso tempo stare al passo con le nuove tecnologie e rapportarsi con il consumatore, nonchè tutelare il territorio. Se vogliamo davvero avere cibo sano dobbiamo farci carico di avere un rapporto diretto con produttori e incentivarli attraverso le nostre scelte alimentari”. Nel corso dello stesso convegno Slow food Emilia Romagna ha lanciato l'iniziativa nazionale che si terrà l'8/9/10 novembre prossimo a Santa Sofia, nel cuore del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, ossia gli “Stati generali dell'Appennino”, per fare il punto sulla salute della montagna e lanciare un progetto per la valorizzazione del “contadino a triplice attitudine”, produttore, commerciante del proprio prodotto, custode del territorio.

Interessanti poi gli interventi dei docenti universitari dell'Università di Parma su alcuni aspetti specifici del territorio montano parmense. Chiara dall'Asta del Dipartimento di scienze degli alimenti ha illustrato l'attività del dipartimento stesso e in particolare si è soffermata su uno studio per il rilancio della castanicoltura redatto proprio dai ricercatori parmensi per incentivare anche usi innovativi del prodotto millenario, come ad esempio il riutilizzo della “pellicina” interna dei frutti, ricca di ellagitannini e polifenoli, utilizzabili per la produzione di antiossidanti naturali per alimenti industriali, o ancora per l'utilizzo innovativo di farina di castagna ad esempio per la reazione di linee alimentari gluten free.

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Il geologo e docente universitario Renzo Valloni si è poi soffermato sui rischi del dissesto idrogeologico che caratterizzano l'Appennino emiliano e parmense. “Per prevenire e ridurre il rischio occorre disegnare mappe del rischio sempre aggiornate, informare la popolazione residente delle caratteristiche del territorio, rimuovere strutture pericolose e delocalizzarle, riconvertire le attività inadatte. Ma la pianificazione nei decenni non è mancata, sappiamo più che bene cosa si dovrebbe fare. Ora occorre finalmente passare alla difesa attiva, colmare il gap che il tempo e i disastri hanno dimostrato esserci fra la programmazione e il fare. Difesa attiva è ad esempio sostegno delle istituzioni a chi abita e lavora sul territorio montano attraverso aiuti economici in esenzioni tributaria. L'imprenditore agricolo dovrà avere la possibilità di svolgere l'attività connessa a quella agricola di manutenzione del territorio come fonte di una integrazione del proprio reddito. L'ente pubblico può sottoscrivere convenzione e conferire appalti direttamente all'agricoltore per lo svolgimento di attività finalizzate alla sistemazione e manutenzione del territorio”.

Che “avere cura della terra sia una azione politica importante che deve mettere in condizione i cittadini, le imprese, le associazioni, di poter scegliere un modello di sviluppo alternativo” lo ha confermato l'assessore all'ambiente del Comune di Colorno Marco Boschini nel convegno pomeridiano “Agricoltura di prossimità”. La città di Colorno stessa insieme alla Condotta di Parma porta avanti l'esperienza del Mercato della terra con molta convinzione.

Dell'impegno in atto da parte dell'attuale amministrazione comunale sui temi dell'economia alternativa e solidale si è fatto portavoce il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Sebastiano Pizzigalli, (in sostituzione dell'assessore alle Attività produttive del Comune di Parma Cristiano Casa assente per problemi familiari). In cantiere c'è la presentazione a breve di un nuovo parco agricolo periurbano e l'intenzione di incentivare i mercati contadini, puntando a crearne almeno uno dedicato esclusivamente al biologico.
Al vaglio dell'amministrazione ci sono poi incentivi alle buone pratiche dei cittadini, ad esempio attraverso lo sgravio della Tares per chi farà autocompostaggio casalingo.

Ma se su questi temi la politica ha tardato fin qui, come dice lo stesso assessore di Colorno Boschini, chi si è già mosso sono i cittadini, e domenica al Parco Ex Eridania di esempi, chiamati a raccolta da Slow food, ne sono stati presentati molteplici. Sotto alla tettoia hanno preso spazio i produttori dei Mercati della terra di Colorno, Bologna e Reggio Emilia uniti ad una rappresentanza del mercato contadino La Corte di Parma. “Mercati della terra” è un progetto di Slow food Italia per la promozione della piccola agricoltura di prossimità. A selezionare i produttori in base a un rigido disciplinare è la stessa associazione. Attualmente i Mercati della terra in regione sono cinque: Bologna, Reggio Emilia, Colorno, Imola e Vignola.

Dal 2008 è attiva a Parma l'associazione Des (Distretto economia solidale), che lavora per creare una rete di collegamento fra i Gruppi di acquisto solidale nell'ottica di una sempre maggiore apertura con la cittadinanza per allargare le pratiche di economia solidale. Due i progetti attivi oggi: “Orti in cassetta”, con il quale un gruppo produttori del territorio distribuisce ortaggi in cassette confezionate da una coop sociale, sono cinquanta cassette vendute ogni settimana. Si sta inoltre lavorando per redigere uno strumento di certificazione dei produttori della rete, ovvero una scheda costruita insieme fra produttori e gasisti sulla base di un continuo confronto e visite in azienda.
Fondamentale il lavoro di salvaguardia della biodiversità che l'associazione Agricoltori e allevatori custodi di Parma, insieme al Podere sperimentale Stuard, porta avanti ormai da lustri. Sono diverse centinaia le specie tenute in vita grazie al frutteto sperimentale e al lavoro di circa 150 agricoltori e allevatori che aderiscono al progetto sostenuto dalla Provincia di Parma.

Significativa la testimonianza delle sette aree ortive sociali di Parma, nate in città negli anni Settanta. “Oggi gli appezzamenti disponibili sono circa 1500 ma abbiamo in lista d'attesa sempre più persone, anche giovani, che a volte devono attendere anni - ha spiegato Mauro Odoni, presidente dell'associazione che riunisce le sette aree ortive -. Per lo più queste aree non compaiono come tali nei piani regolatori e il rischio che vengano destinate ad altro è sempre in agguato. Chiediamo all'amministrazione comunale di incentivare invece questa esperienza, per poter dare risposta a tutte le famiglie che fanno richiesta per le quali, in questo periodo in particolar, un orto può costituire un valido sostegno al reddito e un aiuto importante per ripartire”.

Il secondo appuntamento con “Slow food valley: Il futuro dietro l'angolo” è per domenica prossima 29 settembre dalle 10.30 alle 19 sempre al parco Ex Eridania. In mattinata è previsto il convegno “Il cibo fra prezzo e valore” interverranno il presidente nazionale di Slow Food Roberto Burdese, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il direttore marketing della Mutti SpA dott. Guerrino Beccacece, il professor Gianni Tamino del dipartimento di biologia e diritto ambientale dell'Università di Padova in rappresentanza della rete Cibopertutti (Kuminda) e dell'associazione per la Decrescita.

Nel pomeriggio, dalle 16 alle 17.30 il convegno “Se l'ape scompare” con relatori dell'EFSA e delle associazioni degli apicoltori sul ruolo dell'ape come sentinella dell'ambiente. Alle 17.45 tavola rotonda “Parma e il futuro dietro l'angolo” riservata alle associazioni presenti.
Nel corso dell'intera giornata: mercato dei contadini sotto alla tettoia, laboratori per bambini, animazioni teatrali, associazioni ed al mattino consegna a domicilio gratuita della spesa ad inquinamento 0

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