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Lavoratori della Sma Serbatoi. Foto: Pcl Parma

Lavoratori della Sma Serbatoi. Foto: Pcl Parma

Sma Serbatoi, sciopero dei lavoratori a San Prospero e San Secondo

I lavoratori rivendicano il diritto ad avere i premi di produzione. Dopo un'assemblea gli operai sono entrati in sciopero per un'ora. Daniele dell'Rsu: "Per un motivo o per l'altro non li eroga mai: sono quattro anni che ci ripete che ogni anno perde un milione di euro"

Sciopero alla Sma Serbatoi di San Prospero. Ieri mattina i lavoratori hanno partecipato ad un'assemblea accompagnata da un'ora di sciopero. La questione sul tavolo delle trattative è la mancata erogazione dei premi di produzione a favore dei lavoratori. La protesta è stata attuata anche dagli operai del secondo stabilimento della Sma sul territorio parmense a San Secondo. I lavoratori, seguiti dalla Fiom, rivendicano il diritto ad avere i premi di produzione come promesso dalla dirigenza. Anche a San Secondo c'è stata un'ora di sciopero, un primo momento di rivendicazione che proseguirà probabilmente a partire dal mese di settembre. 

“Gli esiti dell’assemblea sono stati positivi – dice Daniele, RSU dello stabilimento di San Prospero in una nota diffusa dal Pcl – anche solo per il fatto che essa è stata fatta con una partecipata ora di sciopero. Il problema grosso è il nostro contratto aziendale, che è in fase di rinnovo. L’azienda non sta erogando gli incentivi che ci spetterebbero, volendoli inserire nella contrattazione. In realtà per un motivo o per l’altro non li eroga mai: sono quattro anni che ci ripete che ogni anno perde un milione di euro, ogni anno perde un milione di euro.Il problema è che noi siamo incontro alle richieste dell’azienda, in altri anni, constatando che il fatturato era basso. Ora invece una ripresa c’è, e abbiamo assolto alle richieste della proprietà: il premio l’hanno fissato loro a quota centomila euro di fatturato per addetto, e noi lo abbiamo superato. Ed anche in questo caso il premio non c’è: hanno fatto male i conti, ma non credo…credo che i conti li sappiano fare bene!”

“Qui a San Secondo – ci dice Ugo, RSU nello stabilimento SMA nella bassa parmense – abbiamo problemi specifici: nel giro di pochi anni siamo passati da una fabbrica composta da lavoratori del luogo ad una fabbrica multiculturale. A mano a mano che questi sono andati in pensione la fabbrica si è decisamente globalizzata. Dal punto di vista di noi RSU la sfida è stata creare una “tenuta” fra i vari gruppi e le varie provenienze, perché è facilissimo che ci si scontri sulla base di queste differenze. Prima, in questo senso, c’era più omogeneità.”

LA SOLIDARIETA' DEL PCL. "Come Partito Comunista dei Lavoratori non possiamo che esprimere vicinanza ai Lavoratori e stare al loro fianco nella vertenza, che a Settembre chiamerà ad una presenza fattiva chiunque si dichiari di Sinistra, e comunque più in generale chiunque voglia rispettati i Diritti dei Lavoratori: la riappropriazione dei diritti rinasce da dentro le fabbriche, laddove avviene una parte del predonaggio capitalista". 

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