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Sma Serbatoi, l'azienda: "Operiamo da sempre nel rispetto dei valori di tollerenza"

La rettifica dell'azienda: "La SMA Serbatoi spa opera da sempre nel rispetto dei valori di tolleranza, credo religioso e solidarietà nei confronti di tutti i propri dipendenti e collaboratori, principi che ispirarono i fondatori Alberto e Massimo Rampini e la loro famiglia"

LA RETTIFICA DEL'AZIENDA - In riferimento all’articolo pubblicato in data 22/07 sul sito Parmatoday dal titolo “ Sma Serbatoi, lavoratori in sciopero per l'integrativo aziendale”. firma dell’Organizzazione Fiom CGIL del 22/07 u.s., si afferma che l’azienda “pare abbia negato ai lavoratori di fede musulmana, che festeggiavano la fine del Ramadan, i permessi individuali adducendo non fosse possibile concederli perché “in sciopero”“, frase evidenziata in grassetto, gravemente diffamatoria e lesiva dell’onorabilità dell’azienda. La SMA Serbatoi spa opera da sempre nel rispetto dei valori di tolleranza, credo religioso e solidarietà nei confronti di tutti i propri dipendenti e collaboratori, principi che ispirarono i fondatori Alberto e Massimo Rampini e la loro famiglia. In tutti gli stabilimenti del Gruppo SMA Serbatoi spa è stato sempreconsentito ai lavoratori di fede musulmana di poter rispettare i precetti del Ramadan e festeggiare la fine del periodo in modo pieno e comunque compatibile con la regolare prosecuzione dell’attività aziendale anche mediante la modifica degli orari di lavoro che consentisse ad alcuni dipendenti di poter frequentare la Moschea per la preghiera.

IL COMUNICATO DELLA FIOM - "Dallo scorso 15 luglio -si legge in una nota della Fiom- i lavoratori della Sma Serbatori scioperano per il diritto alla contrattazione aziendale. L’obiettivo delle maestranze della Sma Serbatoi, azienda metalmeccanica che progetta e costruisce serbatoi per autocarri e mezzi di trasporto vario, conta due stabilimenti (S. Prospero e S. Secondo Parmense) e dà lavoro a 150 dipendenti, è quello di concordare la ridistribuzione dell'1% del fatturato, tenendo conto che l'azienda ha visto crescere gli ordinativi dopo un lungo periodo di crisi che ha registrato modesti risultati della contrattazione".

"Il periodo di crisi è stato responsabilmente affrontato dai lavoratori - prosegue la nota della Fiom- con accordi che hanno mantenuto la contrattazione ma erogato risultati minimi. Nonostante ciò, l'azienda, anziché creare un clima distensivo per il proseguo della contrattazione, pare abbia negato ai lavoratori di fede musulmana, che festeggiavano la fine del Ramadan, i permessi individuali adducendo non fosse possibile concederli perché “in sciopero”. La Fiom CGIL provinciale condanna questo tipo di atteggiamento discriminatorio, e assieme alle maestranze lavorerà per l'ottenimento di una contrattazione dignitosa, attualmente l'unica fonte certa di ridistribuzione dei profitti".

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