Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Astaldi, i lavoratori senza stipendio bloccano la galleria: "Pronti a bloccare strade e ferrovie"

Gli operai della Italtunnel incrociano le braccia. Nel cantiere della linea ferroviaria Parma-La Spezia gli scavi per le gallerie sono fermi e l'accesso all'ultimo tunnel in costruzione è stato ostruito dai lavoratori in sciopero

Cantiere dell'Astaldi a Solignano. Sono tutti trasfertisti, ma da quattro mesi non ricevono i rimborsi viaggio e da agosto neanche il salario. “Per avere lo stipendio di giugno abbiamo dovuto lottare, ora a distanza di pochi mesi siamo nella stessa situazione, – afferma uno dei dipendenti in sciopero – eppure i lavori li abbiamo portati avanti”. Anzi. “Negli ultimi mesi le maestranze hanno raggiunto i picchi massimi di produzione, – dichiara il direttore del cantiere Busseti Stefano – ce l’hanno messa tutta. Anch’io non percepisco lo stipendio da due mesi, stiamo aspettando un segnale dall’azienda. Se il fermo perdura l’Astaldi che ci ha subappaltato i lavori avrà dei ritardi nella consegna dei lavori alla Italfer (gruppo Ferrovie dello Stato ndr)”.

Da ieri mattina alle 10 la porzione di cantiere affidata alla Italtunnel è ferma. La galleria in corso di costruzione è stata bloccata dai lavoratori così da impedire l’accesso ai mezzi. L’azienda che ad oggi pare non abbia ancora contattato né i sindacati né i lavoratori avrebbe presentato proprio ieri istanza di fallimento presso il Tribunale di Parma creando maggiori incertezza per i 470 dipendenti, di cui 70 impiegati nel cantiere della Pontremolese.

“Eppure i fondi dalle Ferrovie dello Stato (attraverso Italfer) l’Astaldi li ha ricevuti – dichiara Federico Schifano della Uil – dovrebbe pagare quindi Italtunnel. L’Astaldi è responsabile in solido e sappiamo che a Varese ha pagato i dipendenti della Italtunnel. Deve farlo anche qui sulla Pontremolese altrimenti si va avanti ad oltranza”.  “Siamo disperati e disposti a tutto – tuona uno di dipendenti in sciopero – se ce ne sarà bisogno bloccheremo strade e ferrovie, non escludiamo nessuna forma di lotta”.

“Ci dispiace se mettiamo in difficoltà le altre aziende – spiega uno degli operai – ma devono comprendere il nostro disagio. Noi lavoriamo giorno e notte. Sabato, domenica e festivi inclusi. Con le gambe nell’acqua. Respirando il gas grisù. Siamo disposti a continuare a lavorare, ma vogliamo essere pagati”.

 

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