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foto Ansa

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Solomon: "C'è stato un litigio e poi l'ho uccisa"

Durante l'udienza di convalida davanti al Gip milanese Manuela Scuderi il 21enne ha ammesso di consumare abitualmente marijuana ma non di averla assunta il giorno del duplice omicidio

Solo poche parole, una decina di righe di verbale e nulla di più. Sololom Nyantakyi, in carcere a San Vittore perchè accusato del duplice omicidio della madre Patience e della sorellina Magdalene, ha risposto alle domande del Gip milanese Manuela Scuderi. Ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere, diritto che la legge li garantisce, ma di parlare, senza però chiarire il movente. Solomon aveva già ammesso di essere stato lui ad uccidere le due donne ma il movente non era mai stato chiarito; solo ipotesi che non hanno trovato conferma. Anche l'udienza di convalida non è servita a chiarire il quadro: perchè ha ucciso la madre e la sorellina di 11 anni con decine e decine di coltellate? Solomon ha parlato solo di un litigio con la madre: "C'è stato un litigio con mia madre" e poi si è trincerato dietro il silenzio. L'altro particolare che emerge è l'ammissione di fare uso di marijuana: "Faccio uso di marijuana" ma non di altre droghe, che potrebbero eventualmente essere un elemento che potrebbe spiegare l'impeto con il quale ha colpito i corpi delle due donne, anche dopo che la madre e la sorellina erano già morte. Sarà l'autopsia, fissata per giovedì, a dare altre risposte rispetto alla causa della morte e alle modalità.

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