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Una sonda ecografica in dono all’Ospedale dei Bambini

La solidarietà dell'associazione "Luca Sisti" porta in Ospedale un apparecchio di elevata tecnologia per la diagnosi cardiaca nei bambini

Una sonda che permette di ascoltare e osservare il funzionamento del cuore di bambini e ragazzi che si trovano in sala operatoria per un intervento: un’apparecchiatura che completa l’ecocardiografo già in uso all’Ospedale dei Bambini Pietro Barilla e che entra a far parte della dotazione tecnologica grazie alla donazione voluta dall’associazione “Luca Sisti”. Il giovane sportivo continua a  sostenere l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma grazie allo sforzo continuo degli amici che animano l’associazione e che, anche quest’anno, hanno raccolto oltre quattromila euro. L’attivazione della sonda, in tandem con l’apparecchio ecocardiografico, apre il ventaglio dei suoi possibili utilizzi anche all’attività cardiologica ambulatoriale di routine e alla collocazione dei cateteri venosi centrali indispensabili per iniettare farmaci chemioterapici. “Dopo la morte di Luca – ha raccontato Stefano Mari - abbiamo provato a fare qualche cosa che a lui sarebbe piaciuto e dunque a contatto e a sostegno dei bambini”. Alla consegna della sonda hanno partecipato, per l’associazione Luca Sisti, Sara Pinetti (presidente), Irene Bassanetti (segretaria) e i soci sostenitori Stefano Mari e Luca Iacopino, ora amici uniti dall’affetto per Luca e, fino a un anno fa, perfetti sconosciuti. “Luca, infatti, aveva tanti amici, nel mondo dello sport, in quello delle attività ludiche per i ragazzi ed era anche molto conosciuto”, precisa ancora Stefano. La sonda, pronta per l’uso, sarà subito dedicata all’attività ambulatoriale cardiologica di routine, spiega Aldo Agnetti, responsabile della Cardiologia pediatrica e, allo stesso tempo, disponibile per ogni sorta di emergenza all’interno dell’Ospedale dei bambini. “Si tratta di una sonda che può essere utilizzata per un neonato di tre-quattro chili – spiega l’anestesista rianimatore Luciano Bortone- così come per un ragazzo ormai adulto”.


 

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