Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

"Sono 7 gli operatori sanitari no-vax, alla fascia di popolazione dai 30 ai 50 anni dico: vaccinatevi"

La sub commissaria dell'Azienda Usl di Parma: "Spesso sono ripensamenti dovuti alla paura, ma manca il vaccino a una bella fetta di popolazione"

"Delle 2.600 richieste che noi avevamo ricevuto, oltre il 65% si è vaccinato". Il sub commissario dell'Azienda Usl di Parma, Romana Bacchi, ha fatto un punto della situazione relativa alla campagna vaccinale tra il personale sanitario di Parma. Il decreto legge n.44 del 1° aprile scorso, sulle misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, stabilisce che “al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”.

Dopo la pubblicazione di questo decreto, quindi all’inizio di giugno, l’Ausl di Parma ha spedito diverse lettere a operatori sanitari che non si erano ancora sottoposti alla vaccinazione. Ma la situazione pare sia migliorata.

"Stiamo completando per un 20% gli ultimi accertamenti - dice Romana Bacchi - e quelli che già  hanno avuto e gli atti di accertamento e sono stati sospesi, per quanto riguarda l'azienda, sono numeri minimi. Abbiamo provveduto ad emettere sospensione per 7 operatori sanitari, di infermieri ostretiche e anche un medico.  però devo dire che fra la il momento in cui arriva l’atto e i giorni successivi moltissimi operatori poi vanno a vaccinarsi. C'è un ripensamento, nel momento in cui arriviamo a segnalarli. Come si convincono? In molti casi c’è un colloquio che avviene fra il dipendente e i nostri servizi preposti per sciogliere gli ultimi dubbi. Quasi sempre si tratta di persone che avevano dubbi relativi alla propria salute, che vengono valutate in maniera più approfondita magari da specialisti. Il vaccino aiuta, serve e aiuta a poter ritornare a svolgere una vita normale con le attività lavorative e ricreative, di contatto che ci sono mancati tantissimo nell’ultimo tempo".

Chiusura dedicata all'utilizzo del Green pass: "Bisogna completare il ciclo vaccinale. Non ha risposto all'appello soprattutto quella fascia di popolazione che va dai 30 ai 50 anni, una parte di popolazione attiva. Spero che in questo momento ci siano molti che possano rispondere, i  dubbi sono determinati più da paure che da atteggiamenti no-vax".

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