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Sorbolo, rubarono 10 mila euro di gasolio in una notte: in manette 4 albanesi

Nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile ignoti effettuarono un furto ai danni di due ditte rubando 7.200 litri di gasolio ma gli autori furono controllati in strada: ora, grazie alle indagini, si è arrivato all'individuazione...

I Carabinieri della Stazione di Sorbolo, al termine di diversi accertamenti investigativi, coordinati dalla Procura di Parma, hanno arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, 4 persone di nazionalità albanese, di età compresa tra i 32 e 29 anni, dimoranti nella provincia di Reggio Emilia, perché ritenute responsabili di furto di gasolio. La notte tra il 31 marzo e il 1° aprile è stato effettuato, a Sorbolo, un furto di gasolio presso due ditte di autotrasporto, nel corso del quale sono stati asportati complessivamente 7200 litri di gasolio per un valore circa di 10.000 euro. 

Quella stessa notte una pattuglia della Stazione di Sorbolo, pur non avendo ancora conoscenza del furto, aveva proceduto al controllo di due autovetture che avevano destato la loro attenzione per l’orario e le giustificazioni poco plausibili fornite dai conducenti circa la loro presenza sul posto. La mattina seguente, appresa la notizia del furto, sono state avviate le indagini, in particolare dalla visione degli  impianti di videosorveglianza si acclarava che un convoglio composto dai due furgoni, oggetto di furto e rinvenuti la mattina con il prezioso carico, e dalle due autovetture fermate durante la notte dai Carabinieri, si era recato seguendo strade secondarie, presso le ditte di autotrasporto ove previa forzature dei cancelli e rottura dei tappi prelevavano direttamente dai serbatoi dei mezzi parcheggiati il gasolio. Consumato il furto i rei hanno parcheggiato i furgoni in un “luogo sicuro”  in modo da poterli poi riprendere in un orario in cui avrebbero dato meno nell’occhio. A causa del controllo subito notte tempo dai Carabinieri mentre si allontanavano, hanno invece preferivano abbandonare la refurtiva. 

L’incrocio e l’analisi dei dati raccolti, l’esaltazione di un’impronta papillare su un furgone (risultata appartenere ad uno dei soggetti controllati la notte), fornivano gli elementi necessari per l’emissione del provvedimento cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dei quattro soggetti, due dei quali già gravati da precedenti specifici per analogo reato commesso il 28.04.2015 in provincia di Reggio Emilia.

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