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Droga dalla Spagna a Parma, pusher spacciavano hashis, eroina e cocaina nel greto del Parma: cinque arresti

L'operazione, denominata 'Fantasmi nel greto' è scattata all'alba di ieri 20 aprile tra Parma, Milano, Modena, Mantova e Reggio Emilia, centinaia di cessioni di droga: sequestrati 65 chili di hashish, 100 grammi di eroina e 150 di cocaina

Un giro di spaccio che fruttava migliaia di euro ed era organizzato nei minimi dettagli è stato stroncato grazie all'operazione denominata 'Fantasmi nel greto', scattata all'alba di ieri, 20 aprile, che ha visto impegnati 30 poliziotti delle Squadre Mobili di Parma, Modena, Mantova e Reggio Emilia, insieme al Reparto Prevenzione Crimine 'Emilia Occidentale', all'Unità Cinofila antidroga di Genova e alla Polizia Scientifica di Parma. I poliziotti, che hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Parma Alessandro Conti, hanno chiuso l'indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Andrea Bianchi ed iniziata nel 2015. Cinque arresti e centinaia di cessioni di sostanze stupefacenti verificate negli ultimi anni, perquisizioni che hanno portato ad indagare altre sette persone per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. 

'Fantasmi nel greto': ecco come avveniva lo spaccio

I cinque arrestati, il 30enne Z.K, il 38enne J.F, il il 32enne Y.A., il 32enne L.R., e il 40enne A.H. sono accusati di aver portato avanti un'intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti, hashish, eroina e cocaina, presso il greto del Parma, tra ponte Dattaro e ponte Stendhal in un primo momento e poi nella zona del Campus, nella zona del greto viicino a strada Serra, un anno dopo l'avvio delle indagini. Gli approfondimenti investigativi sono iniziati nel 2015 quando alcune segnalazioni giunte in Questura riferivano della presenza di alcuni giovani che spacciavano nella zona del greto. Dopo alcuni controlli sul posto i poliziotti hanno fermato S.O., un giovane con precedenti per spaccio che stava cedendo sostanze stupefacenti proprio in quel punto. Il sistema era complesso: i pusher concordavano il prezzo della sostanza stupefacenti con i numerosi clienti nei pressi del greto ed incassavano i soldi. In un secondo momento, poi, si spostavano nelle zone coperte dalla vegetazione per prendere la droga, che era stata precedentemente nascosta, e consegnarla ai clienti. In questo modo gli spacciatori riuscivano a risultare 'puliti' ai controlli. Dal quel primo fermo però gli investigatori hanno deciso di utilizzare le intercettazioni, per cercare di ricostruire la dinamica del giro di spaccio. 

Droga dalla Spagna: le intercettazioni e gli arresti

Nella stessa zona spacciavano altri due pusher, Z.K., J.F. e Y.A., oltre a S.O. e R.M: contattavano i clienti telefonicamente e si mettevano d'accordo per vedersi al 'solito posto', che era evidentemente la zona in cui gli spacciatori 'lavoravano': dalle intercettazioni quindi gli investigatori sono riusciti a risalire alla rete di spaccio. Il monitoraggio ha permesso di verificare che i pusher si sono poi spostati, dopo alcuni mesi dal'avvio delle indagini, nella zona del Campus in strada Serra. Gli inquirenti sono riusciti a risalire anche alla filiera dello spaccio: due pusher compravano le sostanze stupefacenti da alcuni fornitori dell'hinterland milanse, che a loro volta compravano la droga in Spagna. L'operazione ha portato complessivamente all'arresto di 13 persone, al sequestro di 65 chili di hashish, 100 grammi di cocaina e 150 grammi di eroina. 

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