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Studenti, confessioni choc: 《Spaccio davanti a scuola all'ordine del giorno, ecco come funziona》

Hashish, marijuana, speed e Lsd sono sempre più diffuse davanti agli istituti scolastici: i pusher mirano ad acquisire nuovi clienti giovanissimi. Il racconto di Ilaria (nome di fantasia): "Gli spacciatori si sono spostati ma chi acquista sa dove andare: alcuni non entrano a lezione, per altri è l'unico pensiero della giornata"

"La puoi trovare quasi davanti ad ogni istituto scolastico e non solo l'erba". Tra hashis, marijuana, speed e Lsd, ma anche cocaina, gli istituti scolastici di Parma, come quelli di quasi tutte le città, sono diventati dei canali fissi per gli spacciatori che puntano su un'utenza sempre più giovane, in grado di diventare consumatori magari a 14 anni, per poi proseguire il 'rapporto di fiducia' dopo aver passato i vent'anni ed aver abbandonato l'istituto scolastico. Ilaria (nome di fantasia), una delle ragazze intervistate davanti ad un istituto scolastico, come, quasi ogni mattina, vede movimenti strani davanti alla scuola che frequenta.

"Qui lo sanno tutti che vengono i pusher, attirati dalla domanda di noi giovani e giovanissimi. Io ho 14 anni ma l'abuso di sostanze non mi piace. Mi riferisco soprattutto alla coca e alle droghe chimiche. Dopo le retate delle forze dell'ordine si sono spostati ed ora lavorano più appartati: chi acquista sa dove dirigersi per trovare il tipo di droga che predilige". Ilaria è una studentessa che ha deciso di non restare a guardare e che, quando riesce, segnala la presenza dei pusher davanti a scuola. Anche i suoi genitori sono stati allertati. 

"L'altro giorno un ragazzo è stato fermato su un autobus -racconta riferendosi a uno degli ultimi arresti - mentre proponeva droga agli studenti che stavano tornando a casa. Io non lo so con certezza ma credo che questa pratica sia molto diffusa. In quell'episodio è stato un ragazzo ad avvertire la madre, che ha chiamato i carabinieri, ma non funziona sempre così. I miei genitori sono a conoscenza della situazione; credo che, al netto dell'opinione sulla legalizzazione delle droghe leggere, debba essere dato un freno a questi ragazzi e penso che molto sia dovuto al fatto che si ritrovano i pusher davanti a scuola". La presenza costante degli spacciatori funziona come stimolo agli studenti che, a volte, non vanno a scuola per acquistare le sostanze stupefacenti. I prezzi, poi, sono a portata di studente. "Alcuni non entrano a lezione per comprare, altri lo fanno appena usciti dalla classe. Per loro diventa l'unico obiettivo della giornata: i prezzi sono contenuti e spesso ci sono sconti specifici per noi, come nel kebab, e questo mi inquieta un pò". 

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