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Si fanno i selfie su Facebook per spacciare agli studenti minorenni in piazzale Borri: tre arresti

Per trasportare la droga da Lodi a Parma i tre utilizzavano l'auto della madre di un quarto ragazzo: uno di loro si faceva le foto con la droga in mano e mentre la nascondevano nel veicolo. Verificate 1647 cessioni in un anno e mezzo

Clienti minorenni e giovanissimi, un giro d'affari di oltre 20 mila euro e una base logistica: Piazzale Borri, un luogo molto frequentato da alcuni giovani al pomeriggio e la sera. Tre giovani pusher sono stati arrestati dai carabinieri di Parma al termine di una minuziosa indagine che ha permesso di ricostruire i giri dello spaccio che portavano nella nostra città ingenti quantitativi di marijuana e di hashish, la droga preferita dalle nuove generazioni. I tre mandati di custodia cautelare sono stati eseguiti dai militari nei giorni scorsi: i giovani, P.G. di 20 anni, S.P. e T.M. di 21 anni, sono stati arrestati mentre si trovavano a casa dei genitori in due casi e a casa con la convivente nel terzo caso.

L'inchiesta è partita dopo l'arresto di un giovane di 20 anni - nuovamente arrestato in questa inchiesta - nel mese di ottobre: era stato trovato in possesso di 80 grammi di marijuana ma soprattutto di 4 mila euro in contanti. Secondo gli inquirenti quel denaro non poteva essere il frutto dello spaccio al dettaglio in piazzale Borri ma i soldi probabilmente servivano ad acquistare droga da un'altra piazza, per poi rivenderla su Parma. I carabinieri, grazie all'utilizzo di intercettazioni e attraverso diversi servizi di pedinamento sono riusciti a ricostruire il percorso della droga e ad accertare le responsabilità per tre giovani, di cui due erano già stati arrestati perchè sorpresi in flagranza di reato mentre spacciavano.

Selfie su Facebook e foto con la droga da smerciare

I tre che, tra l'altro, avevano un atteggiamento spregiudicato e pubblicavano le foto su Facebook mentre fumavano marijuana lasciando intendere che aveva disponibilità economica e di droga, si rifornivano presso dei grossisti a Lodi, poi ritornavano a Parma e spacciavano agli studenti. I carabinieri hanno interrogato 25 consumatori di droga, che sono stati segnalati in Prefettura: tra di loro diversi minorenni ed alcune ragazze. Anche attraverso le loro testimonianze è stato possibile ricostruire l'entità del giro di spaccio: dall'inizio del 2016 all'ottobre del 2017 sono state verificate 1647 cessioni di droga per un volume d'affari di almeno 20 mila euro. Lo spaccio, oltre che in piazzale Borri, avveniva anche nel parco Cittadella: i pusher si accordavano anche su WhatsApp con i futuri clienti per lo scambio delle sostanze proibite. 

L'utilitaria della mamma per trasportare la droga

L'auto della madre di un quarto ragazzo, denunciato nella stessa inchiesta, veniva utilizzata per il trasporto della droga da Lodi a Parma: i tre nascondevano la droga nell'autovettura e qualcuno di loro si era fatto anche delle foto con il telefono cellulare, sia di lui con la droga in mano sia proprio nel momento in cui nascondevano le sostanze stupefacenti. In quarto ragazzo si occupava di fare in viaggio. Sul profilo Facebook di uno degli arrestati venivano pubblicati selfie con la droga e si lasciava intendere, sia la disponibilità economica sia quella allo spaccio. 

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