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Cocktail dello sballo davanti alle scuole: 17 arresti per spaccio agli studenti

Un centinaio di Carabinieri impegnati nella notte per il blitz: 33 persone indagate, chili di sostanze stupefacenti sequestrate: è l'operazione Bassa Siberia, che prende il nome di una via di Colorno, fulcro dello spaccio nel parmense

Un centinaio di Carabinieri impegnati per eseguire le 17 ordinanze di custodia cautelare, di cui 10 in carcere e 7 agli arresti domiciliari, 33 persone indagate complessivamente, chili di sostanze stupefacenti sequestrati, otto mesi di indagini. Sono questi alcuni dei numeri dell'operazione denominata 'Bassa Siberia': il blitz dei Carabinieri di Parma, che si sono avvalsi della collaborazione dei colleghi di altre città, da Reggio Emilia a Sarno, da San Polo d'Enza a Casalmaggiore. Le indagini sono scattate nell'ottobre del 2013 quando i Carabinieri di Colorno fermarono due persone a bordo di un'auto in possesso di un quantitativo modico di sostanze stupefacenti, per uso personale. Le indagini, coordinate dal Pm Bianchi della Procura della Repubblica di Parma, miravano a stabilire quali fossero i canali di approvigionamento dei clienti di Colorno che, come stabilito in seguito, si spostavano a Parma per comprare la droga. In otto mesi di indagini sono stati scoperti centinaia di assuntori e decine di persone che possedevano la droga ai fine dello spaccio. Le sostanze stupefacenti che venivano spacciate erano di tutti i tipi: cocaina, anfetamine, marjiuana, Mdma, ketamina, hashish: le indagini hanno consentito il sequestro di 844 grammi di marjiuana, 59 grammi di Mdma, 35 grammi di hashish, 1.6 grammi di cocaina, 10.6 rammi di ketamina, 5.54 grammi di anfetamina, il tutto suddiviso in dosi, I pusher spacciavano principalmente nei pressi delle scuole superiori di Parma e provincia e vicino a importanti istituzioni scolastiche e formative, a Colorno, San Secondo e Parma. Gli arrestati sono due albanesi, due marocchini, 2 serbi, 3 nigeriani e 8 italiani. Le sette persone che hanno ricevuto il provvedimento dell'obbligo di firma sono tutte italiane. L'accusa per tutti è di concorso in detenzione ai fini di spaccio. Le indagini si sono chiuse nel 2014: da lì è partita una fase di analisi delle sostanze sequestrate, di intercettazioni telefoniche, di monitoraggio dell'attività di spaccio. I sequestri sono avvenuti prevalentemente in strada ma anche all'interno di alcune abitazioni degli arrestati: i nomi in codice con i quali definivano la droga con i clienti erano disparati: borsa, regalo, pacco-regalo, valigie, dischi.

 

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