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Venti euro per 2 grammi di 'maria': ecco come si compra la droga in viale Vittoria

Da piazzale Barbieri a piazzale Santa Croce: viaggio nel mondo dello spaccio in centro, ad un passo da via d'Azeglio: i 'galoppini' dopo il tramonto presidiano il territorio, ogni 100 metri

Due chilometri o poco più, si parte da Piazzale Barbieri per arrivare a Piazzale Santa Croce. Due estremi che delimitano un territorio definito, quello di Viale Vittoria, da tempo in possesso di africani, prevalentemente nigeriani, a bordo di biciclette pronti per smistare droga e per questo a controllarlo. Un percorso apparentemente tranquillo, se non fosse che lungo la strada ci si imbatte in una decina di squadre di ‘galoppini’ che in gruppetti di due, tre, talvolta anche quattro persone, restano per tutta la notte a presidiare una zona ormai consegnata nelle mani dello spaccio, una piaga che attanaglia Parma e i suoi quartieri. Solo che qua non ci troviamo in periferia, a differenza di altri casi, ma in una zona che affaccia in prossimità del centro, che ti introduce nell’Oltretorrente e che fa da anticamera a Via D’Azeglio, che un tempo strabordava e che ora vive di studenti, quindi di giorno. Dalle 18:00 comincia la strada si spopola. Pochissima movida, qualche gruppetto lo si vede di venerdì sera, all’ora dell’aperitivo, ma la strada non è più la stessa. E forse anche per questo i pusher in bicicletta la possono presidiare a loro piacimento, come se fosse una zona di loro proprietà. Perché li vedi sfrecciare in sella a una bici spesso rubata che gli permette di velocizzare le loro manovre: avvertire quando c’è pericolo, scappare e andare a prendere la droga spesso nascosta nei cassonetti rossi o in vicoli, incastrata tra un mattone e l’altro, in dei posti impensabili, spesso difficile da trovare. Quasi mai chi spaccia ha la ‘roba’ addosso, perché in caso di controlli risultare ‘puliti’ nonostante sappiano chi tu sia, rappresenta sempre un vantaggio. Al calar del sole, con il buio, i ‘galoppini’ della droga escono dai vicoli e, fino a Viale Zara, una strettoia di Viale Vittoria, ci sono squadre ogni 100 metri, pronti ad adescare clienti e a cacciare procacciando per gli altri marijuana, maggiormente. Si parte da 20 euro in su, questo il quantitativo minimo di un’erba che non è di ottima qualità e che generalmente va dagli otto ai dieci euro al grammo. Tanto basta però per spingere un pubblico prevalentemente di giovani, adescati anche mentre aspettano l’autobus che li accompagna a casa dopo le scuole, in pieno giorno. Perché loro, i pusher in bicicletta, lavorano così: se ne stanno appoggiati sulle loro due ruote, in sella ben saldi con le mani sul manubrio, un piede a terra e l’altro sul pedale, pronti ad accelerare o a seguirti mentre passi da Viale Vittoria. Uno sguardo per capire chi può essere un potenziale acquirente, un gesto, un cenno di intesa, e poi una parola. Che se ricambiata dà vita a un discorso, a una compravendita. L’attesa per avere la marijuana, i soldi e lo scambio. E poi via, tutto torna come prima con le biciclette che cominciano a ronzare ancora intorno a chi passa. Pronti per ricominciare. Fino a Santa Croce, dove cinque o sei spacciatori si riuniscono per cercare di piazzare qualche grammo di erba qua e la.

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