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Assemblea-presidio Cgil Uil: "No agli sprechi, si a diritti dei cittadini"

Un'assemblea che, per l'affluenza di centinaia di persone, si è trasformata in presidio quella organizzata da Cgil e Uil contro i tagli alla spesa previsti dal Governo Monti. Sindacati: "Grosse ricadute per sanità e lavoro"

Un'assemblea sindacale che si è trasformata in presidio davanti al Palazzo della Provincia per poi confluire nelle sale della Camera di Commercio a causa dell'inaspettata affluenza di centinaia di persone accorse per dire univocamente No alla Spending Rewiew. Un appuntamento, quello organizzato anche a livello nazionale, che a Parma ha visto la partecipazione della Cgil Funzione Pubblica, Flc Cgil, Uil F.P.L., Uil Pubblica Amministrazione, Uil Rua. Cisl la grande assente. Pesanti ricadute anche a Parma nell'ambito della sanità, per il previsto taglio di 600 posti letto con inevitabili esuberi del personale, oltre a una mannaia sui dipendenti pubblici: questo il quadro che i sindacati oggi hanno definito pesante e insopportabile per i lavoratori e i cittadini. 

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"A Parma per enti locali, sanità ed enti pubblici, ci saranno pesanti ricadute. Vogliamo puntare a creare un'alleanza con i cittadini, vogliamo assicurare i servizi ai cittadini. Con questa assemblea trasformata in presidio vogliamo far sentire alla cittadinanza che noi stiamo lottando per garantire a tutti i diritti. Pensiamo che ci siano diritti che devono essere salvaguardati", afferma Rosalba Calantrachecco, responsabile Sanità Funzione Pubblica, che sottolinea anche l'importanza della scelta iniziale di un incontro in Provincia come luogo simbolo delle ricadute delle iniziative nazionali.

"Non ci stiamo ai tagli lineari, siamo pronti a combattere gli sprechi, ma garantendo i servizi ai cittadini. Siamo in contemporanea in tutte le piazze per dire no al voto di fiducia. Quando la Cisl si sveglierà anche lei dirà di no – Ci vogliono negare tutti i diritti dalla Costituzione". Cristian Ruiu, Uil, "Vogliamo manifestare il nostro dissenzso per questa politica che nega i diritti non solo ai dipendenti pubblici che ogni giorno mandano avanti l'intera nazione, ma anche ai cittadini. Siamo oggi qui per dare voce a tutti i dipendenti pubblici che non sono d'accordo a lasciare il loro stipendio in mano a politici che invece di andare a colpire gli sprechi, gli appalti milionari, le consulenze milionarie, anche dopo la legge Brunetta continuano a mettere le mani nelle nostre tasche".

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