Il teatro incontra la letteratura a Felino: successo per "La cosa principale"

Pubblico entusiasta per lo spettacolo di Laura Cleri ispirato al romanzo "Mal di pietre" di Milena Agus. Ultimo appuntamento della rassegna letteraria "Incontriamo gli autori" organizzata dal Circolo Grazia Deledda e dal Comune di Felino

Locandina "La cosa principale"

Un appuntamento misterioso davanti a un distributore dismesso alle porte di una frazione di Felino, per non sapere, sino all'ultimo, dove si trovasse quel salotto di una casa privata dove portare in scena "La cosa principale", spettacolo di Laura Cleri liberamente ispirato al romanzo "Mal di pietre" di Milena Agus. "Ho trovato alcune cose di nonna, vieni! Te ne voglio parlare", confida a ogni ospite accolto in casa l'attrice già calata nel personaggio. E, seduti tra divani e sedie attorno a un tavolo, si è già immersi immediatamente in un'atmosfera, quella della casa di via Manno a Cagliari, dove la protagonista di "Mal di pietre" trascorre alcuni dei suoi momenti più difficili. Proiettati in quella casa, gli spettatori diventano gli amici invitati a casa di una giovane donna che sente la necessità di raccontare quanto ha scoperto, tra trepidazione e stupore, ritrovando un diario nero dal bordo rosso e una busta con su scritto "non aprire".

Tanti i piccoli particolari che rimandano anche a un altro noto romanzo della Agus, "La contessa di ricotta". Le pagine di un diario ritrovato dalla nipote che lo sfoglia a tratti freneticamente, come in una curiosità morbosa e stupita, davanti a descrizioni di una persona che credeva di conoscere. Cagliari nel secondo dopoguerra, con i bombardamenti degli americani che ne avevano distrutto alcuni edifici, la povertà e le illusioni di trovare nella famiglia e nei figli la felicità, solo alcune delle sensazioni descritte attraverso il diario, dove il filo conduttore è quel mal di pietre che rappresenta non solo i calcoli renali, ma il motivo che, con le cure "nel continente", ha aperto un mondo di emozioni nuove alla protagonista del libro, vissute intensamente dalla nipote dopo la sua morte. Un vestito semplice, piccoli particolari, la musica anni Cinquanta a rompere il silenzio o ad accompagnare un'emozione, gli occhi rivolti a ognuno dei presenti come a ricreare una complicità datata, il modo scelto dalla Cleri per interpretare liberamente uno dei romanzi più di successo della Agus, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati, Premio Elsa Morante, Libro dell'anno Fahrenheit 2007, giungendo anche tra i finalisti al Premio Strega.

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E  il perchè della scelta di una frase semplice ma quanto mai efficace per dare nome allo spettacolo si ritrova anche leggendo "Mal di pietre". "Invece con il Reduce, la notte era così emozionata per aver scoperto, sicuramente, la famosa cosa principale, che stava sveglia a guardare come lui era bello, sfruttando qualche chiarore nell'oscurità, e quando sussultava spaventato, come se sentisse sparare, o che cadevano le bombe sulla nave e la spezzavano in due, lo sfiorava leggermente con un dito e il Reduce nel sonno le rispondeva attraendola a sé e non era distante da lei neppure quando dormiva". Per le numerose richieste che non si è riusciti ad accontentare, non si escludono probabili repliche future, nell'idea di proseguire con la dimensione intima dello spettacolo in un'abitazione privata, con la curiosità di scoprire come potrà cambiare a seconda della struttura ma soprattutto dell'atmosfera della casa stessa.

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