Spip, l'Audit accusa la giunta Pizzarotti: "Perchè i 2,8 milioni da Stt a Spip?"

La Commissione Audit chiede spiegazioni in merito alla presunta imposizione a Stt di finanziamento nonostante i debiti. Le accuse di mancata progettualità e le richiesta di risposte: "Volontà di occultare le gravi responsabilità relative al passato 'scaricando' sui cittadini le conseguenze?"

"Lo scandalo Spip mette in luce il carattere fallimentare delle decisioni di chi ha puntato al suo salvataggio adottando piani improbabili coinvolgendo Stt". Questa la posizione della Commissione Audit, che si è riunita stamane invitando la stampa per discutere sulla richiesta della Procura della Repubblica di aprire la procedura fallimentare per Spip, facendo anche una valutazione del proprio operato ritenuta utile per fornire alla città chiavi politiche interpretative per ricostruire una vicenda complessa. "La scelta di salvataggio di Spip non aveva alcun senso in una situazione di scandalo speculativo - tuona Cristina Quintavalla, Commissione Audit -. Il piano prevedeva la richiesta di erogazione dalle banche di 4,8 milioni per finanziare uno stralcio di Stu Stazione e poi Spip. Stt si trovava in una situazione economica grave, con 410 milioni di debiti, la metà dell'ammontare del debito del Comune di Parma, con 8 società di cui 5 in liquidazione, con un patrimonio netto in perdita pari a 15 milioni di euro".

La Commissione Audit definisce incomprensibile giustificare la decisione del Comune di salvare Spip esponendo Stt a ulteriore esborso di denaro pubblico. "Vogliamo sapere se il modo in cui l'Amministrazione Comunale ha operato nei confronti di Stt è stato scavalcando gli organi dirigenti di Stt - chiede Quintavalla -. Secondo un rapporto epistolare tra gli organi dirigenti di Stt e l'Amministrazione Comunale i primi avrebbero chiesto incontri chiarificatori per il progetto di concordato preventivo. Ci chiediamo se Stt avesse rapporti con le banche per trovare soluzioni sui debiti della società e se i rapporti di Stt e delle sue controllate con le banche siano stati evocati soprattutto dall'Amministrazione comunale".

La Commissione Audit chiede all'Amministrazione Comunale di dare spiegazioni in merito all'erogazione di 2,8 milioni di euro da parte di Stt nei confronti di Spip: "Perchè Stt avrebbe dovuto voler finanziare Spip se la riteneva una erogazione a fondo perduto? Ci chiediamo se la scelta di Stt sia stata fatta scavalcando i suoi organi decisionali". Secondo Quintavalla e la commissione il problema riguarderebbe i rapporti tra l'Amministrazione Comunale e Stt. 

IL VERBALE. "Da un verbale del 21/9/2012 emergerebbe che l'amministrazione avrebbe scavalcato il ruolo del C.d.A. di Stt, costringendolo ad accettare le decisioni prese dalla Giunta, in particolare da Capelli, in contrasto con il ruolo privato di Stt". La domanda della commissione verte proprio su questo aspetto, come l'amministrazione comunale abbia potuto imporre alla società, in contrasto con la deliberazione del C.d.A. Stt, un finanziamento quando Stt dichiarava di avere debiti coperti dal patrimonio e non avere possibilità di altra liquidità. Ora la commissione Audit chiede risposte all'amministrazione comunale, ritenendo che una delle possibili risposte si possa trovare nella presunta volontà di occultare le gravi responsabilità relative al passato 'scaricando' sui cittadini le conseguenze.

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"Questa amministrazione non ha progettualità ne politica ne economica- accusa Quintavalla -, non è in grado di imporre ai poteri forti un cambio di rotta. Cosa resta di questa politica del disarmo? I cadaveri prodotti dall'iniquità per tagli alla spesa e aumento delle tasse. Parma non è più un'isola felice, ci sono gravi problemi di occupazione e nuove povertà. L'iniquità è una responsabilità grave". L'accusa all'Amministrazione Comunale è anche rivolta alle risposte giudicate insoddisfacenti e vaghe dalla commissione Audit, che sottolinea: "Non si può cercare giustificazioni per uscirne scaricando responsabilità sul Pd e le opposizioni accusando gli altri o facendo polemiche sterili. L'amministrazione deve dare risposte".

ALLEGRI. Un ruolo importante anche quello della stampa secondo Quintavalla che ritiene che alcuni organi di stampa abbiano con un presunto allarmismo favorito il precipitare degli eventi con il ricorso al concordato. Dopo la presentazione di un esposto a Bankitalia, Arrigo Allegri ha sottolineato le responsabilità in mano ai singoli amministratori e consiglieri di non rendere edificabile Spip 3. "I cittadini devono pagare solo i debiti accumulati in maniera legittima. E' vero che un fallimento non ha sempre conseguenze positive, ma riteniamo che in quest'ottica il fallimento dello Spip è un dato socialmente utile perchè non ci espone a pagare ulteriormente. Capelli aveva detto di considerare il concordato preventivo come unica soluzione, secondo noi è nocivo. Un assessore ha importanti responsabilità per le sue dichiarazioni e le sue azioni e deve dare spiegazioni, altrimenti bisnognerebbe mettere in discussione la sua posizione". 

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