Spip, in Corte d'Assise si decide il futuro. Verso il fallimento?

I creditori dovranno decidere se accettare o meno il piano di concordato che verrà presentato dai commissari giudiziali. Spip ha un debito di 108 milioni di euro: già aperto un fascicolo per abuso d'ufficio

Spip. Stamattina in Corte d'Assise a Parma si decide del futuro della società partecipata del Comune di Parma, al centro di polemiche per la 'cattiva' gestione: tra debiti e 'gonfiamenti' del valore dei terreni, come quello al centro dell'indagine per cui è stato aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica di Parma con l'iscrizione nel registro degli indagati di Nando Calestani, ex presidente di Spip, l'ex vicesindaco e attuale consigliere comunale del Pdl Paolo Buzzi e l'imprenditore Paolo Borettini per concorso in abuso d'ufficio.

I creditori dovranno decidere se accettare o meno il piano di concordato che verrà presentato dai commissari giudiziali: si cercherà di arrivare ad un accordo, partendo dall'inventario del patrimonio dei beni stilato dagli esperti incaricati dal Tribunale. Se l'accordo non ci sarà allora potrebbe aprirsi la strada del fallimento.  Spip ha 108 milioni di euro di debito. Secondo gli attivisti della Commissione di Audit il debito si è formato in modo illegittimo. Soci paritetici di Spip sono: il Comune di Parma, la Camera di Commercio, la Provincia, l'Unione Parmense degli Industriali.

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IL TERRENO 'GONFIATO'.  Dalle indagini è emerso che il 26 aprile 2006 (all'epoca era sindaco di Parma Elvio Ubaldi) il mediatore immobiliare Paolo Borettini aveva acquistato un terreno in zona Paradigna per un valore di 2.814.000 euro. Il terreno è stato venduto, il giorno stesso, poche ore dopo l'acquisto, nello studio del medesimo notaio cittadino, all'allora presidente di Spip Nando Calestani al prezzo di 4.425.000 euro. Nei giorni successivi veniva portata a termine un'altra trattativa relativa ad un altro appezzamento di terra, con le medesime caratteristiche del doppio passaggio di mano nel giro di poche ore.

L'anno successivo, all'atto dell'approvazione del bilancio la Provincia di Parma (socia di Spip) aveva manifestato perplessità su questo modo di agire: "Una volta urbanizzati - si legge nel verbale - i terreni acquisiti potrebbero avere un costo tale da non renderli competitivi sul mercato, e quindi di difficile realizzo". Condizione che si è in seguito verificata. Spip, nata per offrire a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato lotti industriali, si trova oggi indebitata per 108 milioni di euro.“

SPIP, LA LENZUOLATA IN PIAZZALE DELLA PACE

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