Fallimento di Spip. Il Pcl: "Capelli si dimetta"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Dopo aver appreso il fallimento della Spip, il Pcl, in un comunicato torna a richiedere le dimissione dell’assessore Capelli:

“L’ufficialità è alla fine arrivata: la Procura di Parma compie un passo che un’amministrazione attenta al benessere dei propri cittadini avrebbe dovuto fare, cioè mandare a Fallimento la Spip.

Ed invece ci siamo confrontati con una ricetta ragionieristica fatta di lacrime e sangue, di tagli ai Servizi al Cittadino e di tasse ai livelli massimi, di introiti derivanti anche da Mense scolastiche e Rette degli Asili. Tutto per accantonare, tutto per non far fallire le Partecipate, tutto per pagare più o meno lecitamente (sono ricomparse le famigerate lettere di Patronage, si sono rimossi dirigenti dissidenti, ed altre pratiche che speravamo di poter considerare concluse).

Il rischio di down-rating bancario come spauracchio agitato da Sindaco ed Assessore al Bilancio sotto il naso dei cittadini, per giustificare l’ingiustificabile: un atteggiamento prono e indignitoso nei confronti del Sistema Bancario.

Uno spettacolo vergognoso che ha ben spiegato ai parmigiani cosa intendano i Cinque Stelle per “partecipazione dal basso”: i debiti delle Partecipate li pagano i cittadini, partendo dal basso, appunto.

Non sono servite le proteste di Arrigo Allegri e della Commissione Audit, che hanno correttamente prefigurato quanto sarebbe accaduto. Non sono servite le proteste dei genitori dei bambini dei nostri asili. Non sono servite le proteste dei nostri dipendenti comunali. Niente a potuto scalfire il dogma, il verbo grillino. Fuorché la Procura, che grazie a dio rimane organo istituzionale indipendente. Il tutto mentre della Tax Force, la tanto promessa squadra che avrebbe dovuto agevolare il recupero fiscale nei confronti degli evasori ( vera alternativa alla tassazione dei soliti poveri fessi da saccheggiare) nessuno ha la minima traccia.

Un messaggio inaccettabile alla città: prima vengono le Banche, poi i nostri figli ed i nostri elementi più fragili. Che i furbi continuino a dormire sonni tranquilli, che con questa amministrazione nulla cambierà. Le pare questo ciò che le chiedeva la cittadinanza, Dottor Capelli?

Essere inadatti ad un ruolo non è disonore in sé stesso: lo diventa nel momento in cui lo si comprende ma non si agisce con conseguenzialità, facendola pagare a tutta una Città. Le chiediamo nuovamente di farsi da parte, Assessore Capelli, e di riprendere il proprio cammino professionale di Curatore Fallimentare. Il nostro problema con lei è innanzitutto di visione complessiva della città: nella nostra le Banche verranno sempre dopo, costi quel che costi. E secondariamente di performance: basta un’occhiata alla città per comprendere che lei non è stato, magari suo malgrado, all’altezza. Soprattutto lei ed il suo Sindaco non avete compreso minimamente che questa città non ha bisogno di iniziative improvvisate: ha bisogno di circolazione di denaro e di lavoro. La gente ha fame, e le banche ancora non sono commestibili: se ne faccia una ragione!”

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