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Alimentare, Flai Cgil: "Rischio di deindustrializzazione". Spumador verso la chiusura

Flai Cgil: "Spumador annuncia la volontà di chiudere lo storico stabilimento di Sant'Andrea, Parmacotto si presenta in Tribunale sepolta da una montagna di debiti, Eridania e il saccarifero ma"dano segnali riguardo a possibili, immediate, dismissioni"

"I noti problemi dell'economia del nostro paese -si legge in una nota della Flai Cgil di Parma- colpiscono duramente anche il settore alimentare, Parma compresa. Per saperlo non c'era bisogno di questa settimana terribile in cui l'aggravarsi di tre vertenze mette a rischio il futuro di 500 lavoratori tra diretti e indiretti. Spumador annuncia la volontà di chiudere lo storico stabilimento di Sant'Andrea, Parmacotto si presenta in Tribunale sepolta da una montagna di debiti, Eridania e il saccarifero ma danno segnali riguardo a possibili, immediate, dismissioni. Multinazionali come Plasmon e Nestlé, presenti da anni sul  nostroterritorio continuano a presentare piani di ridimensionamento e non danno alcun affidamento sul futuro degli stabilimenti locali.

Soffrono filiere intere (dal pomodoro alle carni) e nel sottobosco di molte realtà prolifera il lavoro nero, lo sfruttamento e il sotto-salario. Sempre più aziende ritardano il pagamento degli stipendi. Diffusi ovunque sono cassa integrazione, contratti di solidarietà, mobilità, licenziamenti. Tutto il settore alimentare soffre pesantemente il calo dei consumi e spesso l'unica ricetta è la riduzione dei costi, quasi sempre sulla pelle dei lavoratori.

Noi, come sindacato, non abbiamo nessuna intenzione di assistere passivamente a tutto questo. Chiamiamo a gran voce le rappresentanze dei datori di lavoro, le istituzioni e la politica a farsi carico dei problemi del mondo reale. Basta parlare di riforme punitive del mercato del lavoro per peggiorare le sue già pesanti condizioni! Basta comprimere salari e diritti! Quello che che serve è più lavoro, investimenti, innovazione e ricerca. Ci auguriamo che tutti i soggetti coinvolti possano rispondere collaborando verso una soluzione possibile. La premesse ci sono, abbiamo rinnovato tutti i contratti aziendali in scadenza, anche con soluzioni innovative volte a difendere l'occupazione e diffondere i contratti stabili, ma ora serve uno scatto in avanti. In una situazione eccezionale servono misure eccezionali.

La perdita anche di un posto di lavoro oggi è un dramma. La precarietà comprime i consumi e aggrava i problemi, è così difficile capirlo? Noi ci siamo, senza le adeguate risposte non escludiamo nessuna iniziativa perché ci opporremo in tutti i modi alla trasformazione di un territorio ricco di qualità e  come Parma in un deserto in cui sopravvivono poche realtà che considerano i diritti costituzionali un lusso chenon ci si può più permettere".

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