Stolen Tax, un 'pool' d'assalto per cancellare i debiti dei clienti nei guai con il fisco

L'inchiesta ha preso le mosse dalla denuncia presentata nel 2010 da un medico chirurgo che non accettò di sottostare alla concussione

Mario Ferrante, dipendente infedele dell'Agenzia delle Entrate, era detto 'Tessuto' da un professionista parmigiano e di una falsa commercialista parmigiana, indagati dalla procura di Parma nell'ambito di un'inchiesta per corruzione e concussione condotta dalla GdF che ha scoperto un sistema di elusione delle imposte molto ramificato. Lo si apprende dagli stralci dell'ordinanza del gip Maria Cristina Sarli, pubblicati da Repubblica. 

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I tre, stando all'ordinanza, avevano costituito un gruppo di lavoro molto affiatato. Il 'pool' (così si autodefinivano i tre) era specializzato nel "cancellare" i debiti col fisco dei propri clienti. Ferrante era il perno del sistema perché, nella doppia veste di controllore e consulente dei controllati, riusciva secondo l'accusa a pilotare il risultato delle controversie tributarie più onerose, procacciate dalla falsa commercialista e dal legale. L'inchiesta ha preso le mosse dalla denuncia presentata nel 2010 da un medico chirurgo.

l professionista si era rivolto alla commercialista per risolvere alcune pendenze col fisco. La falsa commercialista gli suggerì di rivolgersi a Ferrante che, senza troppi giri di parole, gli disse che sarebbe stato necessario pagare 3.000 euro per risolvere la "pratica". Il chirurgo non accettò di sottostare alla concussione e si rivolse alla magistratura. Ma i "regali", così chiamavano le bustarelle i tre indagati, incassati in un paio di anni di attività dal 'pool' sono stati molti, tutti spartiti equamente. Per quanto riguarda invece gli indagati Pio Pirozzi, dipendente di Equitalia, e il faccendiere Luigi Tronci, la loro attività illecita si concentrava sulle aziende colpite da cartelle esattoriali di notevole importo. Pirozzi e Tronci avrebbero intascato 62.500 euro complessivamente nel corso di questa attività. Tutti i cinque indagati sono agli arresti domiciliari.

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