Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Stop al cemento. Legambiente: "La politica recepisca la richiesta dei cittadini, ora o mai più"

Oggi in Consiglio regionale la proposta per fermare il consumo di suolo in Emilia-Romagna. Molte le firme eccellenti da artisti ed esponenti del mondo dell'agroalimentare, della politica e dell’associazionismo che aderiscono alla petizione di Legambiente

"Fermare il consumo di suolo: dopo annunci e promesse non mantenute dalla politica -si legge in una nota di Legambiente- martedì 11 febbraio arriva in Consiglio regionale una risoluzione, a firma trasversale, che individua un percorso per arrivare ad una legge che concretamente ponga un freno al cemento in Emilia-Romagna. Il banco del Consiglio regionale sarà l’occasione per verificare se finalmente la politica sia in grado di recepire le richieste e le sensibilità che arrivano dai cittadini e della società civile, o se i tatticismi e l’attendismo avranno la meglio. Sono ormai agli sgoccioli i tempi a disposizione della Regione  (Giunta e Consiglio) per varare un documento, prima che si blocchino i lavori in vista delle elezioni.
 
La proposta lanciata a novembre da Legambiente era stata accolta da 10  consiglieri regionali che si erano impegnati a portarla in aula con una risoluzione formale. Legambiente, ringraziando l’impegno dei consiglieri, auspica che si vada presto alla discussione, evitando una “melina” tattica utile ad avvicinarci a fine mandato; soprattutto l’associazione si augura che anche i consiglieri che non hanno aderito sappiano raccogliere la richiesta di cittadini e società civile, che in modo trasparente chiedono interventi concreti per salvare la nostra campagna.
 
Sono molti infatti gli esponenti del mondo della politica, dell’associazionismo, della cultura e dell’imprenditoria agroalimentare che hanno deciso di sostenere la petizione lanciata da Legambiente per dire basta al consumo di suolo in Emilia-Romagna. Da Oliviero Toscani a Luca Mercalli, passando per gli scrittori Valerio Varesi e Pino Cacucci, per arrivare ai referenti regionali di Libera e del CAI, e al segretario della CGIL di Parma, c'è una bella fetta di società civile che ha deciso di sostenere la petizione lanciata da Legambiente Emilia-Romagna. Sul versante delle istituzioni hanno firmato la petizione, tra gli altri, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e il presidente del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Fausto Giovannelli, il Senatore Giorgio Pagliari e diversi assessori comunali. Non mancano anche soggetti del mondo dell’agroalimentare, uno dei settori di punta dell’economia regionale: dal presidente del Consorzio del Culatello di Zibello, all’amministratore delegato dell’azienda conserviera Mutti, al presidente del Consorzio di Bonifica Parmense.

 
La petizione ha lo scopo di sollecitare i consiglieri ad inserire nella normativa regionale sei punti contro il consumo di suolo, assieme ad una serie di azioni politiche più generali. Elementi principali della proposta: fissare il consumo di suolo netto zero come obiettivo della pianificazione, penalizzare in modo radicale il consumo di suolo vergine e favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente. A questi si somma la richiesta di istituire un sistema di monitoraggio del consumo di suolo e dell’uso degli immobili in ogni comune e attuare azioni che incentivino i comuni a ridimensionare le previsioni dei piani urbanistici attualmente vigenti. Particolarmente importante per l’associazione è inoltre la richiesta di attuare compensazioni del suolo cementificato, “desigillando” altrove  altro suolo, secondo le linee guida dell’Unione europea. L’associazione ricorda che il ritmo di urbanizzazione a cui si è assistito negli ultimi 30 anni in regione Emilia-Romagna è oltre 8 ettari al giorno: trend che è rimasto inalterato e senza efficaci interventi normativi fino all’inizio della crisi economica. Nel quinquennio 2003-2008 si è urbanizzata un’area di campagna con capacità agricola sufficiente per la sussistenza alimentare di un’intera provincia"

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