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Strada Due Castagne: costretti a vivere come bestie con due bimbi malati

La denuncia da parte del dottor Lagazzi, medico della famiglia Samali: "Ho chiesto diverse volte l'intervento dei servizi sociali e del Comune, ma senza alcun risultato. I bambini dovranno curarsi per tutta la vita"

stanza-umidita-materassi-degrado_1Si dice che una casa sia in grado di raccontare molte cose di chi la abita. L’abitazione di Samali Mohamed mostra invece l’ennesimo caso d’ingiustizia sociale.  La prima impressione, varcando la soglia, porta a chiedere come sia possibile vivere in tali condizioni.

Mohamed vive con  sua moglie e due bambini piccoli, due e quattro anni, in 35mq praticamente ricoperti di muffa, per un affitto di 450 euro mensili. La Rete Diritti in Casa ci ha invitato a vedere la situazione da vicino. Il medico della famiglia Samar, il dott. Corrado Lagazzi, ha deciso di portare all’attenzione pubblica questa situazione degradante. “Esercito la professione di medico da 35 anni, eppure non ho mai visto un posto più insalubre di questo. L’acqua scorre sui muri come una doccia, l’umidità che si respira mi ricorda quella delle grotte ai Sassi di Matera, eppure siamo a due passi dal Campus Universitario,  simbolo di prestigio per una città incapace di provvedere a tutti i suoi cittadini".

Via Due Castagne 59, una vecchia cascina nella quale sono stati ritagliati diversi bilocali, è forte il contrasto con le altre abitazioni presenti nella zona, quasi tutte megaville. Piano terra, due stanze impregnate di umidità, e un piccolo bagno senza doccia. Gli occhi di Mohamed simboleggiano la stanchezza di chi lotta per il bene della propria famiglia.

“Sono venuto in Italia nel 2003 per trovare lavoro, e così è stato, sono un bravo muratore. Ho preso in affitto questa casa con un collega, la situazione era già così, ma a me non importava, lavoravo fuori tutto il giorno, contava solamente risparmiare per la mia famiglia. Nel 2005 decisi di fare venire anche mia moglie, allora chiedemmo al proprietario di casa di affittarci un appartamento adeguato per creare una famiglia, e ci rispose di si, visto che dispone di 60 appartamenti in affitto. Sono passati gli anni, ma nessun cambiamento. Sono nati i nostri due bambini, ma siamo stati costretti a rimanere qui, non possiamo permetterci un affitto più alto di questo. Potete sentirlo anche voi, qui non si respira, tutto si impregna d’acqua, a partire dai materassi, ho dovuto buttarne diversi. La notte non dormiamo sui letti, ma prendo i materassi e li metto per terra dove mangiamo, perché la camera da letto è ancora più invivibile. Continuo ad imbiancare le pareti, ma dopo poco ricompare la muffa. Ho proposto al padrone di casa di fare due finestre, in modo da far circolare più aria, ci avrei pensato io, ma non mi da il permesso. Sono spaventato per i miei figli”.

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E sono proprio i bambini coloro che rischiano maggiormente. Secondo il dott. Lagazzi: “Dovranno curarsi per tutta la vita, fare l’areosol tutti i giorni, per non parlare di cosa vanno incontro, ad esempio asma infantile, bronchite cronica, reumatismi, difetti della crescita, ed un abbassamento del livello immunitario. Ho chiesto diverse volte l’intervento dei servizi sociali e del Comune, ma senza alcun risultato. A mio parere si trincerano dietro motivi istituzionali, mi sono sentito dire che c’è poco personale, che non hanno tempo, ma credo che la cosa che manca maggiormente sia la buona volontà. Ripeto, in tutti questi anni di professione, non ho mai visto nessuno più bisognoso di Mohamed e famiglia, eppure sta diventando una lotta farci sentire da qualcuno, e non è giusto. Questo ci scandalizza e ci fa male, qualcosa in questo paese deve cambiare, l’uomo ha diritto ad una vita da uomo, e non da bestia.”

La famiglia Samali è in lista dal 2005 per le case popolari, ma nonostante la loro salute sia pesantemente compromessa dalla situazione, hanno maturato solamente dieci punti in graduatoria. “Io voglio pagare l’affitto, l’ho sempre fatto, ma ho bisogno d’aiuto. Sono rimasto senza lavoro, mi sono proposto come muratore anche al mio padrone di casa, che sta costruendo qui di fianco, ma non mi ha voluto assumere. Siamo in causa da un anno, io devo andare avanti per la mia famiglia, assicurarle un futuro migliore”.

E il futuro deve venire proprio per quei due bambini, che guardano spaesati tutti noi che ci aggiriamo in casa fotografando e filmando per raccontare questa storia. Non capiscono il perché della nostra presenza, e forse questo fa pensare ancora di più. Per loro vivere così significa normalità, perché non hanno sperimentato altro. E’ normale tossire, è normale dover dormire per terra, è normale provare freddo, nonostante la stufa, è normale sedersi su un divano pregno d’umidità. Sta a chi capisce che queste cose normali non lo sono cambiare la situazione, non normali  in una società civile, non quando vengono chiesti 450 euro al mese per una casa dove scorre il canale sotto le fondamenta.

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