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Marco Ablondi

Marco Ablondi

Nuova strada Parma-Sorbolo, Ablondi: "Affidata senza gara pubblica"

L'ex capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio interviene sulle delibere di Comune e Provincia che affidano quasi 3 milioni di euro per un'opera "inutile e senza procedure ad evidenza pubblica"

E' stato presentato oggi dal commissario Ciclosi il bilancio di previsione per il 2012-2014 dal quale risulta evidente la volontà dell'amministrazione di non aprire ulteriori cantieri, almeno fino a quando i debiti del Comune non saranno azzerati. Eppure sembra che stiano per essere eseguite due delibere, una comunale l'altra provinciale, che prevedono la realizzazione del primo stralcio dell'asse viario tra via Forlanini a Parma e via Mantova (SP62R) a Sorbolo.

"Un'opera inultile e dannosa", dichiara l'ex capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio, Marco Ablondi. "E’ inutile perché il collegamento già esiste ed è costituito dalla strada Traversante di Ravadese che all’occorrenza può essere allargata, è dannosa perché impoverisce l’erario pubblico  e soprattutto per il costo ambientale - consumo aree agricole di pregio - evitabilissimo (purtroppo di tale costo di solito non si è tiene alcun conto). La esecuzione di tale opera, così come impostata da Comune e Provincia costituisce procedura anomala perché prevede che le risorse (pari a 2.750.000,00 euro) messe  a disposizione  da due soggetti privati attuatori della Scheda Norma D11, PUA  S. Giovanni e del comparto urbanistico C5, vengano direttamente utilizzate da uno di questi, l’Immobiliare Arco srl, sia per quanto  riguarda le spese  di progettazione  che di esecuzione dell’opera rimanendo in carico  al solo Comune di Parma il compito ancillare e sussidiario delle sole procedure di esproprio delle aree con costi sempre a carico del soggetto affidatario  della progettazione  e realizzazione dell’opera pubblica.  Non dovrebbe  sfuggire a Comune e Provincia che gli affidamenti d’incarico di progettazione e realizzazione di opera pubblica  sono subordinati  a procedure ad evidenza pubblica che nel caso non risultano essere state espletate".

Secondo Ablondi, infine, si è ancora in tempo per non far partire questo cantiere che, non solo è in conflitto con l'orientamento espresso dalla gestione del commissario Ciclosi, ma è anche viziato da "gravi problemi di legalità e regolamento procedurale".

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