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Strage di Monaco, una parmigiana: "Città paralizzata, abbiamo paura"

"Sono stata al Centro commerciale Olympia giovedì mattina: mio padre la mattina del giorno della strage fino alle ore 13. Una mia amica era lì mezz'ora prima del fatto con i suoi figli: per fortuna si è salvata"

La strage a Monaco di Baviera al centro commerciale Olympia, che ha provocato 10 morti e 27 feriti, si è verificata per il gesto di un folle, il 18enne Alì Sonboli, che non ha legami con l'Isis. Elena, una parmigiana che vive a Monaco da dieci anni e si occupa di ingegneria delle telecomunicazioni, ci racconta i momenti successivi alla strage la mattina del 23 luglio. 

"E' tutto tornato quasi alla normalita' -dice Elena- si vedono in giro ancora auto della polizia ma non si sentono piu' elicotteri. E' stato un Amoklauf die una persona singola, probabilmente senza complici. La polizia di Monaco su twitter da informazioni precise. Ci siamo sempre sentiti sl sicuro, complimenti alla polizia di Monaco che ha gestito la situazione e comunicato regolarmenre con i cittadini. Pare che il 18enne fosse in cura psichiatrica, nessun collegamento con l'Isis". 

Lei dove vive molto distante dal centro commerciale? Cosa ha pensato appena saputa la notizia ?.

"Vivo a 2 km dal centro commerciale, ci vado 2-3 volte a settimana visto che nel quartiere residenziale dove viviamo noi ci sono pochi negozi. Ci sono stata giovedi' mattina e mio padre c'e' stato ieri fino alle 13. Vivo a Monaco dal 2006, abbiamo tre bambini nati tutti a Monaco, mio marito e ' tedesco. Sono venuta in Germania nel 2000 da Parma a Düsseldorf per un Erasmus e sono poi rimasta in Germania. Sono ingegnere dele telecomunicazioni e attualmente lavoro in una start-up (con sede a Hong Kong) nel campo del cross-border e-commerce

Ieri  22 luglio ero con i bimbi al lago vicino a casa nostra a prendere il sole e a nuotare, circa 3,5 km dal centro commerciale. Di quello che era successo ci e' stato riferito da altri bagnanti che stavano telefonando con dei parenti che si trovavano al momento dell'accaduto al centro commerciale.

Quello che ho pensato e' stato che spesso diamo per scontato la pace e la sicurezza che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni in Europa. E temo che il futuro dei miei figli non sia piu' così sereno e spensierato come sono stati i miei anni 80-90. Il fatto che si sia trattato di un Amoklauf non a sfondo islamico almeno per fortuna non alimentera' altre polemiche

Una mia carissima amica era nel centro commerciale con i suoi figli mezz'ora prima del fatto. Altri miei amici non hanno potuto lasciare edifici fino a notte fonda la citta' e' stata paralizzata fino alla mattina: tutta la notte elicotteri sopra la testa. Tantissimi allarmi falsi di spari in altri punti della citta', la polizia nervosissima ma molto competente. Purtroppo con i social media le notizie si diffondono alla velocita' della luce-anche quelle false. Stamattina sono uscita a fare una passeggiata e le strade erano deserte nonostante la polizia abbia rassicurato. Le persone hanno paura-Monaco e' sempre stata una delle citta' piu' sicure al mondo, inprovvisamente il terrore dietro casa-non puo' essere vero..."

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