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Stu Pasubio, esposto alla Corte dei Conti: "Danno erariale per 14 milioni"

La Commissione di Audit ha inviato un documento relativo alla delibera, approvata durante il Consiglio comunale del 2 ottobre 2012, che riguarda l'alienazione delle quote del Comune di Parma

Stu Pasubio. La Commissione di Audit presenta un esposto alla Corte dei Conti relativo alla delibera, approvata durante il Consiglio comunale del 2 ottobre 2012, che riguarda l'alienazione delle quote del Comune di Parma dalla partecipata. Secondo la commissione ci sarebbere un "danno erariale sicuro che ammonta ad almeno 14 milioni di euro". Tante le ragioni dell'opposizione alla delibera, illustrate nel testo che, oltre a notazioni tecniche, contiene anche valutazioni sul testo delle delibera.

IL TESTO DELL'ESPOSTO

"La Società partecipazione “obbligatoria” del Comune -si legge nel testo dell'esposto- il quale invece cede il proprio pacchetto azionario di maggioranza. Questo perché ratio della Società è individuare una zona di rilevante interesse urbanistico, progettare l’intervento e riqualificare il quartiere. Prima della vendita, quindi, il Comune avrebbe dovuto trasformare la Società in una semplice S.p.A. di trasformazione.

"Tale contesto comporta un danno erariale sicuro che ammonta almeno a 14 milioni di euro: la perdita della somma equivalente all'area ceduta, le spese di progettazione date all'achitetto Savi, oltre agli oneri già corrisposti. Resta da valutare se valutando se le modifiche progettuali espressamente ed eventualmente apportate non diano luogo esse stesse a danno erariale per il peggioramento della situazione urbanistica".

"Il Comune (ad ammettere l’ipotesi di cessione della propria quota azionaria maggioritaria del 52%) non poteva delegare alla Stu l'effettuazione della gara (da questa in realtà subaffidata all’avv. Marotta) ma doveva effettuarla in proprio ed a proprio nome. Non si è quindi contrari al recesso del Comune dalla STU. Si recrimina invece sull'operato della Società e sul mancato controllo della stessa da parte del Comune, sulla procedura e forma di cessione azioni, comprendendovi anche la incertezza della futura disciplina urbanistica del quartiere, nelle risultanze economiche comprese. E soprattutto, si stigmatizza che il Comune non quantifichi il proprio danno economico perseguendo i responsabili".

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