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Contro la Gelmini: tafferugli tra studenti, poi i cortei si dividono

Il gruppo degli autonomi si è staccato dal corteo Udu e si è diretto verso la stazione dove ha occupato i binari per un'ora

manifestazione-studenti-universitaOggi la protesta degli studenti ha raggiunto l’apice in attesa del voto alla Camera sul ddl Gelmini. Il programma ufficiale diramato dall’UDU prevedeva un corteo di piazza in attesa dell’incontro con il Rettore. Un gruppo di sessanta studenti, dopo alcuni tafferugli, si è però staccato dal corteo principale, formandone uno indipendente, in direzione del Teatro Regio con lo scopo di fare partecipare anche i precari dello spettacolo, e successivamente gli studenti nella sede di psicologia. Erano già scesi in piazza ieri pomeriggio dopo una riunione presso la facoltà di lettere, anche in questo caso l’UDU ha preso le distanze.

Il corteo si è mosso per le strade del centro creando notevoli disagio alla circolazione fino ad arrivare in via Reggio dove, intorno alle 14.30, ha occupato un tratto di ferrovia. Tempestivo l’intervento di polizia municipale e carabinieri in tenuta anti sommossa, ma il traffico ferroviario ne ha comunque risentito, soprattutto la linea Parma- Piacenza, e il tratto che collega con La Spezia, i treni non hanno potuto transitare fino alle 15.30. Dopo di che il corteo ha ripreso il cammino, costringendo la polizia municipale a chiudere un tratto di V.le Piacenza.

Jacopo, uno dei manifestanti, spiega così il distacco dalla manifestazione ufficiale: “Siamo solo una piccola parte di tutte le persone che stanno manifestando in questo momento in tutta Italia. Dissentiamo dei metodi usati fino ad ora dall’UDU perché con le parole non si arriva da nessuna parte. Vogliono toglierci i nostri diritti, quindi è un dovere agire e far sentire la nostra voce creando con fantasia atti che facciano realmente parlare. Non siamo organizzati, l’occupazione dei binari non è stata pensata da giorni, ma è venuto tutto spontaneamente, siamo studenti riuniti per una causa, e nessuno ci fermerà, nemmeno le forze dell’ordine”.
Meta finale del corteo è stata la facoltà di lettere in via d’Azeglio, con un ritorno all’occupazione.

L’UDU ha preso le distanze da questi avvenimenti tramite il comunicato stampa diramato nel tardo pomeriggio:

“Gli studenti e le studentesse del tetto di matematica esprimono la propria soddisfazione per la manifestazione odierna contro il ddl Gelmini oggi in discussione alla camera. Il  corteo è partito da piazza Garibaldi alle ore 10:30 per dirigersi in rettorato. Dopo alcuni metri una ventina di manifestanti si è improvvisamente staccata rifiutandosi di continuare unitariamente e pacificamente la manifestazione. Il resto del corteo organizzato dal “tetto di matematica” ha proseguito la sua marcia verso il rettorato dove una delegazione di studenti e ricercatori è stata ricevuta dal Rettore Gino Ferretti.

Dopo una discussione sui nodi cruciali della riforma il rettore ha accettato la nostra richiesta di un confronto diretto con gli studenti che presidiavano il cortile della facoltà di giurisprudenza e ha accolto altresì la nostra richiesta di indire in tempo relativamente brevi un’assemblea generale di Ateneo aperta a tutte le componenti dell’università: studenti, docenti, ricercatori , personale tecnico-amministrativo. Il corteo ha poi proseguito il suo percorso lungo via Garibaldi e fino ad arrivare in piazza duomo dove è stato calato dal campanile del duomo uno striscione con la scritta “Uniti contro i tagli alla cultura”.

Il corteo si è  poi  diretto verso via Repubblica in direzione piazza Garibaldi dove era programmata la chiusura della manifestazione.  Prima di entrare in piazza il nostro corteo è stato bruscamente affiancato e poi superato da quello stesso spezzone che precedentemente si era staccato dalla manifestazione. Ci sono stati spintoni e atteggiamenti violenti intollerabili per una manifestazione studentesca convocata con il preciso scopo di sensibilizzare la cittadinanza e non per cercare a tutti i costi lo scontro con altri manifestanti e forze dell’ordine.

Siamo fortemente delusi dalla mancanza di volontà da parte di un piccolo gruppo di studenti  di affrontare in modo unitario la mobilitazione contro il ddl Gelmini. Il tetto di matematica continua ad essere occupato e stasera invitiamo tutti quelli che vogliano seguire insieme a noi  la diretta della discussione del ddl Gelmini alla Camera”.

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