Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Verso la nuova stretta: lockdown nei week end

Le misure potrebbero scattare già in questo fine settimana

Una super zona rossa nel week end e una zona gialla e arancione rafforzata nei giorni feriali per un'Italia chiusa nei fine settimana: queste le modifiche al Dpcm 2 marzo su cui sta ragionando il governo Draghi e che potrebbero arrivare già oggi e comunque entro venerdì 12 marzo dopo la riunione del Comitato Tecnico Scientifico di ieri e in attesa della riunione della Cabina di Regia dell'esecutivo sull'emergenza coronavirus. Una decisione sulle misure è attesa per oggi e durerà fino a dopo Pasqua, mentre le regioni italiane vanno verso il cambio di colore sempre entro venerdì con l'ordinanza del ministro della Salute dopo il report #43 dell'Istituto Superiore di Sanità. 

Zona rossa nel week end e gialla rafforzata: le modifiche al Dpcm di Draghi per il lockdown nel fine settimana

Con ordine: ieri è stato il turno del Comitato Tecnico Scientifico, che ha consegnato un documento al governo dopo la richiesta di una nuova stretta arrivata con l'ultimo monitoraggio dell'Iss e del ministero. Il Cts, che in questi mesi di emergenza ha giocato anche un ruolo politico nelle proposte per il governo Conte, si schiera per il no al lockdown nazionale e totale ma invita l'esecutivo di Mario Draghi a muoversi in fretta sottolineando di aver proposto le stesse misure a gennaio quando l'inquilino di Palazzo Chigi era un altro. Il Comitato ha chiesto di:

limitare i contatti interpersonali tra le persone il più possibile inibendo le occasioni di incontro che favoriscono la circolazione del coronavirus Sars-CoV-2;

irrigidire le misure nella zona rossa, arancione e gialla aumentando anche i controlli sugli assembramenti; 

ristabilire il contact tracing potenziando il sequenziamento del virus per individuare più velocemente le varianti;

introdurre il criterio dell'incidenza settimanale mandando le regioni in zona rossa con 250 casi ogni 100mila abitanti;

introdurre i week end in super zona rossa o rafforzata in tutta Italia.

Il governo chiuderà in ogni caso bar e ristoranti anche in zona gialla, consentendo soltanto l'asporto e la consegna a domicilio. Il lockdown duro scatterà invece nelle zone rosse, dove saranno chiusi locali pubblici e negozi, vietati gli spostamenti, consentita l'attività motoria soltanto nelle adiacenze della propria abitazione. Le chiusure nel fine settimana rendono più difficile la possibilità di riaprire cinema e teatri il 27 marzo, come era stato invece stabilito dal Dpcm in vigore. I tecnici del ministero guidato da Dario Franceschini sono però al lavoro per proporre la stessa regola già applicata a musei e mostre: consentire l'ingresso del pubblico in sala dal lunedì al venerdì. Repubblica spiega anche che secondo il Cts lo scenario con meno restrizioni oggi non è adatto a ridurre la circolazione del virus: "quindi ci vuole «un immediato rafforzamento e innalzamento delle misure associate a ciascun livello di rischio delle Regioni e, in particolare, delle misure associate alle cosiddette zone “gialle” a livello nazionale». Se fosse utile anche anticipando il coprifuoco alle 20". In più, per il quotidiano si ragiona anche attorno all'ipotesi di cancellare la deroga che consente la visita di due persone ad amici e parenti per una sola volta al giorno, perché la maggioranza degli esperti ritiene che gli incontri conviviali durante le festività possano far aumentare la circolazione del virus. 

Lo stato d'emergenza prorogato fino al 30 settembre

C'è anche l'ipotesi di una nuova proroga dello stato d'emergenza fino al 30 settembre (l'ultima data di proroga è datata 30 aprile come disposto nella Gazzetta Ufficiale). Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga, fino al 30 aprile 2021, dello stato d’emergenza dichiarato quale effetto della dichiarazione di "emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale" da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Lo stato d'emergenza era stato dichiarato la prima volta il 31 gennaio 2020 proprio mentre l'epidemia di coronavirus si avviava a diventare pandemia, ma non erano ancora stati registrati casi di focolai in Italia. Il giorno prima il governo aveva disposto il blocco del traffico aereo dalla Cina. È con lo stato d'emergenza che l'Italia ha cominciato ad avere familiarità con i decreti ministeriali o Dpcm, ovvero quegli atti che vengono emanati dalla presidenza del consiglio dei ministri che contengono la specificazione di regole e restrizioni contenute nei decreti legge.

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