Spende 300 euro ma ne pagava 22: nei guai cassiera e cliente di un supermercato

La donna e il cliente di origine sudamericana avevano architettato uno stratagemma. L'uomo si recava in cassa da lei con numerosa merce e pagava un prezzo irrisorio. I due sono scoperti dalla vigilanza

La cassiera di un supermercato di Parma, S.M., è stata indagata in stato di libertà con l'accusa di furto aggravato continuato. Con lei indagato anche un cliente del supermercato di origine sudamericana A.A.J.A. I due avevano destato i sospetti del direttore del supermercato e del servizio di sorveglianza Coopservice, che avevano notato movimenti sospetti quando la donna lavorava in cassa.

In particolare era stato notato che alcuni clienti sudamericani, dopo aver prelevato i prodotti esposti, si dirigevano sempre dalla stessa cassiera. Il personale di vigilanza aveva in seguito effettuato una verifica sugli scontrini, constatando che vi era una notevole discrepanza tra il numero di articoli notati all’interno del carrello dei clienti e quelli presenti sulla copia dello scontrino fiscale, presente presso la cassa dove era stato effettuato il pagamento.

Il direttore del supermercato si era quindi recato in Questura per sporgere denuncia. Gli investigatori della sezione antirapine, informati al riguardo, hanno preso contatti con il personale di vigilanza e il direttore del supermercato per essere informati in tempo reale di eventuali situazioni analoghe.

Infatti, dopo pochi giorni, si è ripresentata la medesima scena dei giorni precedenti. Un cliente sudamericano col carrello pieno di merce si è recato alla cassa dove era in servizio la stessa cassiera e dopo aver pagato col bancomat si è diretto verso il parcheggio. Lì è stato fermato dalla guardia giurata della Coopservice e dagli investigatori dell’antirapine.

A richiesta di esibire lo scontrino fiscale della merce che aveva nel carrello, il sudamericano ha dichiarato che lo scontrino era in possesso della moglie, che si era già allontanata. La perquisizione effettuata in seguito ha permesso di rinvenire in tasca dell'uomo lo scontrino fiscale, per un importo di circa 22 euro, rilasciato poco prima dalla cassiera che, guarda caso, non contemplava il pagamento di un televisore e di vari articoli presenti nel carrello. Infatti dei 28 articoli presenti nel carrello solo 6 erano stati fatti pagare. Pertanto a fronte di una spesa di 303 euro ne erano stati pagati solamente 22.

Alla contestazione, l'uomo riferiva di aver pagato col bancomat e quindi di non aver fatto caso all’importo richiesto dalla cassiera. A richiesta, il cliente ha dichiarato di non conoscere la cassiera. Invece le indagini dell’antirapine hanno documentato un rapporto di parentela tra il cliente e la cassiera che non aveva fatto pagare la maggior parte degli articoli acquistati. In seguito sono emerse numerose contraddizioni tra quanto dichiarato dalla cassiera e quanto dichiarato dal cliente sudamericano.

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Il personale del servizio di sicurezza del supermercato ha poi fornito le registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Incrociando l’analisi delle registrazioni video con le successive verifiche contabili sono emerse “dimenticanze” della cassiera anche in altre due occasioni.

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