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I residenti di via d'Azeglio in rivolta contro la chiusura del supermercato: "E' un presidio contro il degrado"

Residenti e studenti uniti nel giudizio sul futuro dell'area: "Qui una sala slot non ce la vogliamo, ci sono già i pusher in viale Vittoria. Vivo è frequentato da molti anziani del quartiere che trovano un punto per l'acquisto di cibo sottocasa

Le notizie della possibile chiusura del supermercato Vivo di via d'Azeglio e le voci, sempre più insistenti, sull'arrivo, al suo posto, di una sala slot, non sono passate inosservate ai residenti del quartiere Oltretorrente. Quando chiuse il supermercato Billa i cittadini e le cittadine del quartiere soffrirono la mancanza di un punto per l'acquisto di generi alimentari, praticamente sottocasa, oltre a denunciare il taglio dei posti di lavoro. Poi con l'arrivo di Vivo le cose sono andate meglio e i residenti si sono tranquillizzati. Ora la nuova 'minaccia'. "Chiude il supermercato? Non ci posso credere, questa storia l'abbiamo già vissuta e non ci è piaciuta per niente. Quando chiuse il Billa erano tutti solidali con i lavoratori, anche perchè offriva un ottimo servizio a tutti i residenti. Ora chiude anche il Vivo? Spero che le voci non trovino conferma perchè qui una sala slot non la vogliamo" ci racconta una ragazza ferma all'altezza dei portici dell'Ospedale Vecchio. "Lei pensa veramente che la gente accetti la presenza dell'ennesima sala slot, che si trasformerebbe subito in un posto dove si concentrerebbe degrado e maleducazione? Il supermercato ha anche una funzione sociale: tutti gli anziani che vivono in quartiere lo frequentano. Non capisco perchè debba chiudere. E' un presidio contro il degrado in quartiere. Ho parlato con molti residenti nel mio condominio e mi hanno detto che sono contrari alla chiusura" sottolinea un uomo di circa 60 anni che sta passeggiando con il suo cane bianco in via d'Azeglio. Anche gli studenti non capiscono la possibile novità e non andranno nelle sale slot. "Se conti da una parte, alla fine di via d'Azeglio i pusher in viale Vittoria e dall'altra parte al posto del supermercato una sala slot possiamo direttamente cambiare città e Università. Non sarebbe vivibile: il nulla totale, zero cultura, zero interesse, solo locali e anche una sala slot" ci confida una giovane studentessa di Lettere. 

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