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"Il supermercato di via d'Azeglio potrebbe chiudere: al suo posto una sala slot"

A lanciare l'allarme il consigliere Giuseppe Pellacini

"Mio malgrado -si legge in una nota di Giuseppe Pellacini - sono costretto a trattare un argomento di sensibile gravità, caro ai cittadini, sollevando un vero e proprio allarme sociale, non immaginando che un supermercato potesse essere così importante per un quartiere.

Il supermercato di via D’Azeglio potrebbe chiudere entro breve, stando a indiscrezioni di fonte attendibile che circolano in Oltretorrente, determinando così gli problemi e ripercussioni sul piano sociale. Al suo posto potrebbe aprire una sala giochi di grandi dimensioni con videopoker e slot-machine.

Ho già portato il caso in Consiglio comunale con una comunicazione urgente, non ho ricevuto risposte e non sono stato contattato per capire cosa stesse succedendo. Il retrogusto che ho avvertito è quello solito e amaro del disinteresse con cui l’Amministrazione Pizzarotti affronta problemi e necessità di questa città e dei suoi cittadini.

Il primo problema che si evidenzia è sociale e si compone di due aspetti: il primo, se fosse veramente intenzione di aprire una sala giochi al posto del supermercato, è che molti giovani sono a rischio di ludopatie, la sala, che ci auguriamo non apra,sarebbe situata nel quartiere più popolato e frequentato dagli studenti universitari dove c’è grande affluenza anche di ragazzi. Il secondo aspetto della componente sociale è dato dal fatto che anziani e studenti non avranno più un supermercato di grande dimensioni in zona così che dovranno magari munirsi dell’auto per andare a fare spese. Il punto vendita di via d’Azeglio è frequentato in larga misura da anziani e studenti, molti dei quali non hanno l’auto. Il supermercato anche se di grandi dimensioni è di fatto un "negozio di quartiere".

C’è poi un evidente problema di sicurezza, come accaduto in via Trento già tempo fa, una sala giochi di quella portata e in quel punto rischia di divenire un ricettacolo di microcriminalità, in un quartiere con problemi evidenti già da lungo tempo. Infine il problema umano e occupazionale, non è possibile dimenticare che se il supermercato chiuderà circa venti famiglie rimarranno senza lavoro, in un periodo tutt’altro che facile per l’occupazione.

Per capire l’entità del problema sono entrato nel supermercato, i frigoriferi dell’ortofrutta completamente vuoti a pochi passi dall’ingresso fanno già da soli tristezza. Basta guardare poi gli enormi spazi vuoti fra i latticini, negli scaffali dei dolciumi ci sono solo poche scatole e il latte a lunga conservazione è finito da giorni.

A quanto pare lo stop alle forniture è arrivato fra gli ultimi giorni di novembre e i primi di dicembre, la data della chiusura non pare fissata ma visti gli scaffali così vuoti non è difficile pensare che il supermercato avrà ancora qualche giorno di vita anche se al momento non è possibile saperne di più.

I residenti nel quartiere si sono già mobilitati per scongiurare la chiusura.
Io stesso garantisco fin da ora la possibilità di una raccolta firme, che partirà martedì 13 dicembre in Comune, perché il supermercato non debba subire una fine simile.
Invito imprenditori o commercianti della grande distribuzione a farsi avanti in caso di interesse.

La mia intenzione è di affrontare e, se possibile, risolvere il problema già manifestatosi in passato con diversi cambi di denominazione. E’ mia intenzione rendere un servizio, non certo per questioni imprenditoriali, perché non si cancelli ancora una volta un pezzo di questa città con ricadute a livello sociale ove sono già molto sentiti i problemi di integrazione sociale e sicurezza, mi preme infine sottolineare come non tollererò accuse di opportunismo o speculazione politica pre-elettorale", 

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