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Welfare, incontro con Biondelli. Laura Rossi: 'Perchè il Comune non è stato invitato?'

L'assessore al Welfare Laura Rossi risponde alla delegazione parlamentare che ieri ha incontrato al Ministero del Lavoro il sottosegretario al Welfare Franca Biondelli: "100 milioni per gli asili spalmati su 20 Regioni? Solo un palliativo"

L’assessore al Welfare Laura Rossi interviene in merito all’incontro presso il ministero del Lavoro tra i parlamentari del territorio, l’Anmic di Parma e il sottosegretario di governo con delega all’infanzia e alla disabilità Franca Biondelli.  “Premesso che abbiamo già annunciato, sia alle associazioni disabili che ai rappresentanti dei genitori, che non ci saranno tagli al servizio di integrazione scolastica né quest’estate né il prossimo anno scolastico, mi chiedo come mai per l’incontro non è stata richiesta la partecipazione del Comune. Se davvero la volontà è di trovare soluzioni ai tagli, perché convocare un tavolo di lavoro mono-diretto tra maggioranza parlamentare e rappresentanti di governo? Perché non interpellare il Comune stesso, visto che i numeri di bilancio li conosce sicuramente meglio rispetto al sottosegretario Biondelli e all’onorevole Maestri?" 

100 milioni per gli asili spalmati tra 20 regioni? Soltanto a Parma ne utilizziamo 35. Peccato: si è così persa, forse volutamente, una chiara occasione per fare luce sulla situazione. Ma andiamo con ordine, partendo dai servizi educativi e dalla riorganizzazione delle scuole: leggo che il sottosegretario Biondelli avrebbe annunciato risorse per 100 milioni destinati agli asili da spartire tra le regioni. Sarebbe questa la soluzione? 100 milioni suddivisi per 20 regioni, quando soltanto i nostri servizi educativi costano 35 milioni di euro all’anno? Inoltre non è per nulla chiaro se i fondi sono da considerarsi un nuovo investimento o uno stanziamento messo a bilancio annualmente. In ogni caso rappresenta un palliativo e non certo una soluzione ai tagli di Roma.

50 milioni per la non autosufficienza spalmati tra 20 regioni? Soltanto a Parma ne utilizziamo 19. Il sottosegretario avrebbe anche parlato di 50 milioni in più per le non autosufficienze. Un’affermazione molto generica che, certamente, non chiarisce nulla. Parliamo di anziani? Parliamo di assistenza domiciliare? Parliamo di assistenza scolastica? Di cosa stiamo parlando? E più nello specifico: è da considerarsi un investimento spalmato su 20 regioni? Solo a Parma spendiamo 19 milioni all’anno, se così fosse, sarebbe questa la soluzione?

Gli unici sforzi finora attuati sono stati quelli del Comune di Parma, che si sta muovendo per trovare risorse necessarie per rispondere alle necessità e alle esigenze dei cittadini, per salvaguardare i suoi servizi e difenderli da tagli di governo ormai riconosciuti da tutti i sindaci italiani. La nostra responsabilità è stata di averli denunciati per primi. Anziché raccontarsela tra maggioranza parlamentare e governo, queste questioni sarebbe opportuno trattarle nelle sedi deputate con i rappresentanti delle istituzioni impegnate in prima linea per garantire i servizi ai cittadini".   

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