Tagli alle Poste, i sindacati: "Si vogliono esportare i rami secchi"

"No a 21 gli uffici chiusi, 6 razionalizzati e 17% di portalettere in meno". Proclamato lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive dal 14 settembre al 13 ottobre e indetto anche uno sciopero nazionale il 12 ottobre

Silvia Avanzini, Angelo Fiorillo

"L'intento operato dall'azienda è di tagliare i rami secchi perchè forse poco redditizi, senza considerare l'aggravamento della situazione per l'utenza e per gli operatori delle aree limitrofe". Queste le parole di Angelo Fiorillo segretario generale SLP CISL Parma nel corso di una conferenza stampa indetta da CISL SLP, CGIL SLC FAILP CISAL, per annunciare la proclamazione dello sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive dal 14 settembre al 13 ottobre e di una giornata di sciopero generale e nazionale il 12 ottobre. Tagli lineari inaccettabili, forza lavoro in meno che graverà sugli altri operatori, peggioramento dei servizi per l'utenza. Una riorganizzazione in atto da Poste Italiane che riguarda 5 regioni italiane e che anche in Emilia genera polemiche tra i lavoratori.

Numeri preoccupanti secondo i sindacati: tra Parma e provincia 21 uffici saranno chiusi e 6 razionalizzati, con chiusure a giorni alterni o con orari ridotti. I tagli riguarderanno anche la forza lavoro portalettere del 17%: "50 figure in meno che determineranno un aggravamento del lavoro dei portalettere e minore efficienza nel servizio, che inevitabilmente non sarà garantito allo stesso modo", sottolinea Fiorillo. "Non si tratta solo di posti di lavoro in meno, sottolinea Silvia Avanzini segretaria generale SLC CGIL Parma, ma di creare un forte disagio soprattutto ai piccoli centri della provincia, spesso mal collegati con altri centri più grandi".

La denuncia dei sindacati riguarda anche la mancanza di risposte da parte dell'azienda: "Poste Italiane non ha accettato di partecipare al tavolo di contrattazione tra Provincia e comuni interessati, ma ha intenzione di avviare incontri privati con i singoli sindaci. Solo un modo di allungare il brodo, perchè si tratta di decisioni che arrivano da Roma", afferma Fiorillo. La riorganizzazione e razionalizzazione in Emilia Romagna è prevista, secondo quanto affermato da Avanzini e Fiorillo, a fine novembre per i portalettere e ai primi del 2013 per gli uffici. "Quello postale è un servizio essenziale - ribadisce Fiorillo - , vorremmo capire in che direzione si sta andando".

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