La Tana dell'Orso chiude i battenti. Pd: "Chiuderà anche la biblioteca dell'Ospedale dei Bambini?"

Il segretario Lavagetto: "A partire dal 30 giugno potrebbe chiudere per sempre la Tana dell'Orso, uno dei più importanti servizi delle biblioteche di Parma dedicati ai più giovani"

"Apprendiamo con grande preoccupazione -si legge in una nota del Pd- che a partire dal 30 giugno potrebbe chiudere per sempre la Tana dell'Orso, uno dei più importanti servizi delle biblioteche di Parma dedicati ai più giovani, luogo d'incontro e aggregazione, di lettura e consultazione multimediale, ma soprattutto presidio formativo, grazie al lavoro di tre educatori. Scadenza dell'appalto e silenzio dell'amministrazione. 

Solo pochi giorni fa il PD aveva chiesto in Consiglio Comunale delucidazioni sulle prospettive future del servizio biblioteca all'Ospedale dei Bambini, che pare – almeno stando a quanto riferito – cesserà in quanto parte dello stesso appalto della Tana dell'Orso. Rispetto alla possibilità di proroghe, ad altri eventuali bandi d'appalto o a progetti futuri non si hanno notizie: il Comune, come in altri frangenti, si è limitato ad annunciare un taglio senza ipotizzare alternative di servizio. L'idea è che sotto a tutto questo “silenzio” non ci siano soltanto questioni di bilancio, ma che – silenzi a parte – la Giunta non voglia esprimere altro sulla questione. Da anni ormai le biblioteche comunali sono in grave difficoltà: inutile ricordare i problemi, sulla cui soluzione sono stati fatti molti proclami e nessun atto concreto, della biblioteca di Alice o la situazione di disagio strutturale della biblioteca Civica. 

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L'Amministrazione manca di una visione ampia sul sistema bibliotecario e – forse – non vuole neppure provare a costruirla. Intanto i cittadini continuano a versare i “soliti” contributi ed assistono ad una restrizione dei servizi, in questo caso proprio quelli – amaro a dirsi – dedicati ai bambini in difficoltà e ai ragazzi in fase di crescita. Se questa è la proposta per portare i ragazzi lontano dai bivacchi per strada, per educarli alla civile convivenza, per garantire a tutti la possibilità di fruizione di luogo di crescita non stupisce che poi ci si ritrovi a discutere soltanto di problemi di degrado. La città sta perdendo i suoi presidi sociali e questo, alla lunga, può solo portare nuovi problemi, che saranno un costo per i cittadini nei prossimi anni".

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